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Vicini alla scoperta della particella di Dio. L’origine della materia si potrà spiegare

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bosone di HiggsSi chiama bosone di Higgs ma è conosciuta come la particella di Dio. Da anni gli scienziati del Cern di Ginevra (il più grande acceleratore del mondo) sono alla ricerca di questo elemento che completerebbe il grande puzzle della fisica contemporanea. Oggi, l’ultimo tassello vuoto sta per essere riempito. Gli ultimi esperimenti Cms e Atlas, guidati dagli italiani Guido Tonelli e Fabiola Giannotti, hanno infatti portato a risultati sorprendenti. La massa della particella di Dio è stata individuata nell’intervallo di energia fra i 124 e 126 miliardi di elettronvolt, ciascuno con un margine di errore minimo (compreso tra 2,5 e 3 deviazioni standard). In parole povere, il bosone di Higgs, la chiave che permetterebbe di spiegare l’origine della materia, è stato “avvistato”. Tuttavia, i fisici più scettici non escono ancora allo scoperto, in quanto il margine di errore non può ancora confermare una vera e propria scoperta. Ad ogni modo l’entusiasmo nella comunità scientifica sta salendo alle stelle, visto che la caccia alla particella di Dio non era mai stata così vicina al suo obbiettivo.

Ora si dovrà perfezionare la ricerca cercando, prima di tutto, di ridurre il margine di errore attraverso la raccolta di ulteriori dati. Solo allora si potrà parlare di vera e propria scoperta. E poi? Quando tutto sarà spiegato, che si farà? Non lo sappiamo, ma di certo nell’universo ci sarà sempre qualcosa a cui non sapremo dare un nome.