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Burocrazia più leggera in Italia. Meno carte, meno leggi, meno problemi per tutti

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Sarà presentato oggi al Consiglio dei ministri il decreto sulle semplificazioni. Il dl permetterà di snellire una burocrazia ingombrante come quella che appesantisce il nostro Paese. Meno leggi, più internet e iter burocratici più rapidi sono gli elementi fondanti di un decreto volto ad agevolare il nostro vivere sociale un pò in tutti i settori. Dal rinnovo della patente alle gare d’appalto, dall’iscrizione all’università alle trascrizioni degli atti di stato civile (cambio di residenza, matrimonio e nascita), il decreto appare da subito una rivoluzione positiva promossa dal governo Monti.

Sono molti i benefici che potrebbero arrivare, non solo per la qualità di vita dei cittadini agevolati da una burocrazia più snella (certificati più veloci, etc.), ma anche in materia economica e di sviluppo. Ad esempio, come afferma il ministro per la Pubblica Amministrazione Patroni Griffi, la semplificazione sulle gare d’appalto farà sì che “le imprese non dovranno più, per ogni gara a cui partecipano, preparare una loro documentazione perché saranno le stazioni appaltanti direttamente a poter consultare una banca dati che contiene tutte le notizie che le riguardano”.

Il ministro, inoltre, rassicura sui possibili effetti negativi che un sistema più aperto potrebbe portare, come un rischio maggiore di infiltrazioni criminali nel corpus sociale. “Credo che la semplificazione possa essenzialmente servire per rendere più  veloci le attività economiche e che ciò non significa un abbassamento dei livelli di sicurezza”, assicura con fermezza Griffi.

L’alleggerimento dell’iter burocratico è senza dubbio una notizia positiva per un Paese aggravato dal fardello del formalismo amministrativo come l’Italia. Non è difficile immaginare gli effetti positivi sull’intero apparato sociale, e non solo in termini di comodità per il cittadino. Per prima cosa si risparmieranno un sacco di soldi, il che è sempre buono, specie in questo periodo negativo per l’economia. Inoltre, il decreto potrebbe rappresentare una svolta per quanto riguarda lo sviluppo economico italiano, rendendo più elastico un sistema da sempre bloccato in rigidi ed eccessivi formalismi.

Ora bisognerà attuare una buona campagna di informazione per “aggiornare” gli italiani, che talvolta sono un pò chiusi alle novità in materia sociale. Di questo ne è convinto lo stesso ministro, che osserva come “si è fatta molta semplificazione anche in passato, ma spesso i cittadini non conoscono i loro diritti e come utilizzare la semplificazione. Abbiamo osservato che molte volte la semplificazione è superiore a quello che i cittadini percepiscono realmente. Ecco, noi vorremmo fare in modo che le misure di semplificazione siano conosciute e soprattutto utilizzate dai cittadini”.