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Dalla Camera il primo stop alla vivisezione. Green Hill verso la chiusura

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cani e gattiDalla Camera arriva il primo stop alla vivisezione. “A breve in Italia sarà vietato allevare cani, gatti e primati destinati alla vivisezione e finalmente la drammatica realtà dell’allevamento Green Hill di Montichiari sarà solo un lontano e triste ricordo. Si tratta di un’importante conquista di civiltà per il nostro Paese di cui andare orgogliosi”. Lo ha detto in una nota Gabriella Giammanco (Pdl) al termine dell’approvazione della legge Comunitaria 2011 da parte della commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati.

Sarà vietato condurre esperimenti su animali senza anestesia e non sarà possibile utilizzare animali in esercitazioni didattiche o esperimenti bellici. Un sistema ispettivo garantirà il benessere degli animali e sanzioni perchi non rispetterà la nuova normativa.
Soddisfazione è stata espressa dalla LAV – Lega Anti Vivisezione.
“La chiusura di Green Hill, il divieto di alcune forme di sperimentazione sugli animali, l’incentivazione dei metodi alternativi, possono essere una realtà grazie al testo proposto dalla Commissione Affari Sociali di Montecitorio – dice la LAV – si tratterebbe di concreti passi in avanti, con nostro obiettivo l’abolizione della vivisezione, per controbilanciare i nefasti effetti della direttiva approvata a Bruxelles un anno e mezzo fa e che l’Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre prossimo”.
“Chi contrasta questo emendamento è chi vuole, di fatto, continuare a fare di tutto, su tutti gli animali, e continuare a tenere aperti allevamenti come quello di Green Hill in Lombardia. Il miglior risultato ad oggi ottenibile dalla politica italiana – conclude l’associazione animalista – ringraziamo i deputati che contro la politica del “tanto peggio tanto meglio” stanno riuscendo a ottenere un importante risultato che ora andrà confermato dall’Aula di Montecitorio e rappresenterà il vincolo per la stesura del nuovo Decreto Legislativo italiano da cui non si potrà tornare indietro. Per l’utilizzazione dei randagi, infine, l’Italia ha già in vigore il divieto del loro utilizzo, contenuto fin dal 1991 nella Legge 281 su cani e gatti”.
La LAV, infine, è copromotrice con Enpa, Oipa, Limav, Lega nazionale per la difesa del Cane e I-Care di un convegnoproprio sull’emendamento votato, che si svolgerà mercoledì 1 febbraio presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (ore 9-13).

3 COMMENTI

  1. Vorremmo esprimere alcune perplessità in merito all’effettiva possibilità di chiusura dell’allevamento Green Hill in virtù dell’emendamento sulla vivisezione in discussione al Parlamento. La Direttiva europea è stato un vergognoso ‘passo indietro’ in materia e gli stati membri, purtroppo, non possono modificarla, possono solo mantenere al momento del recepimento norme migliori in vigore al 09/11/2010. Quindi non crediamo che l’emendamento in questione possa intervenire su di essa e, in ogni caso, siamo fortemente scettici nei confronti di quel testo. Non fa alcun cenno a cani e gatti randagi su cui la Direttiva europea permette la vivisezione. Considera solo primati, cani e gatti, “dimenticando” tutti gli altri animali usati nei laboratori. Approva e consacra ancora una volta, fin dal primo comma, la vivisezione; e non vieta nemmeno la creazione e manipolazione di animali geneticamente modificati poi usati nei laboratori. Prevede non indifferenti eccezioni al divieto di vivisezione in campo didattico e bellico.  Il divieto di esperimenti senza anestesia o analgesia vale solo se è dimostrato il dolore dell’animale, non sempre di fatto riscontrabile e il cui rilevamento sarebbe comunque affidato agli stessi sperimentatori. In questi giorni si enfatizza soprattutto il fatto che questo emendamento introdurrebbe il divieto di allevamento sul territorio nazionale di primati, cani e gatti; a nostro parere, tuttavia, esso sembra doversi interpretare in senso ristretto, con il mantenimento della possibilità del loro allevamento se destinati ad esperimenti permessi dal testo stesso (obblighi nazionali o internazionali di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte). Vorremmo inoltre smentire quanto detto dall’on. Brambilla in merito ai test tossicologici sul ratto che non sarebbero ancora evitabili: ogni esperimento di vivisezione è fuorviante, inutile, non scientifico e non predittivo, perché basato sull’errore metodologico di ritenere una specie ‘modello’ per un’altra.
    Amministratore del sito www. unacremona.it
    e Responsabile della Comunicazione dell’Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

  2. Vorremmo esprimere alcune perplessità in merito all’effettiva possibilità di chiusura dell’allevamento Green Hill in virtù dell’emendamento sulla vivisezione in discussione al Parlamento. La Direttiva europea è stato un vergognoso ‘passo indietro’ in materia e gli stati membri, purtroppo, non possono modificarla, possono solo mantenere al momento del recepimento norme migliori in vigore al 09/11/2010. Quindi non crediamo che l’emendamento in questione possa intervenire su di essa e, in ogni caso, siamo fortemente scettici nei confronti di quel testo. Non fa alcun cenno a cani e gatti randagi su cui la Direttiva europea permette la vivisezione. Considera solo primati, cani e gatti, “dimenticando” tutti gli altri animali usati nei laboratori. Approva e consacra ancora una volta, fin dal primo comma, la vivisezione; e non vieta nemmeno la creazione e manipolazione di animali geneticamente modificati poi usati nei laboratori. Prevede non indifferenti eccezioni al divieto di vivisezione in campo didattico e bellico.  Il divieto di esperimenti senza anestesia o analgesia vale solo se è dimostrato il dolore dell’animale, non sempre di fatto riscontrabile e il cui rilevamento sarebbe comunque affidato agli stessi sperimentatori. In questi giorni si enfatizza soprattutto il fatto che questo emendamento introdurrebbe il divieto di allevamento sul territorio nazionale di primati, cani e gatti; a nostro parere, tuttavia, esso sembra doversi interpretare in senso ristretto, con il mantenimento della possibilità del loro allevamento se destinati ad esperimenti permessi dal testo stesso (obblighi nazionali o internazionali di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte). Vorremmo inoltre smentire quanto detto dall’on. Brambilla in merito ai test tossicologici sul ratto che non sarebbero ancora evitabili: ogni esperimento di vivisezione è fuorviante, inutile, non scientifico e non predittivo, perché basato sull’errore metodologico di ritenere una specie ‘modello’ per un’altra.
    Amministratore del sito http://www.unacremona.it
    e Responsabile della Comunicazione
    dell’Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
    (23/01/2012)

  3. Vorremmo esprimere alcune perplessità in merito all’effettiva possibilità di chiusura dell’allevamento Green Hill in virtù dell’emendamento sulla vivisezione in discussione al Parlamento. La Direttiva europea è stato un vergognoso ‘passo indietro’ in materia e gli stati membri, purtroppo, non possono modificarla, possono solo mantenere al momento del recepimento norme migliori in vigore al 09/11/2010. Quindi non crediamo che l’emendamento in questione possa intervenire su di essa e, in ogni caso, siamo fortemente scettici nei confronti di quel testo. Non fa alcun cenno a cani e gatti randagi su cui la Direttiva europea permette la vivisezione. Considera solo primati, cani e gatti, “dimenticando” tutti gli altri animali usati nei laboratori. Approva e consacra ancora una volta, fin dal primo comma, la vivisezione; e non vieta nemmeno la creazione e manipolazione di animali geneticamente modificati poi usati nei laboratori. Prevede non indifferenti eccezioni al divieto di vivisezione in campo didattico e bellico.  Il divieto di esperimenti senza anestesia o analgesia vale solo se è dimostrato il dolore dell’animale, non sempre di fatto riscontrabile e il cui rilevamento sarebbe comunque affidato agli stessi sperimentatori. In questi giorni si enfatizza soprattutto il fatto che questo emendamento introdurrebbe il divieto di allevamento sul territorio nazionale di primati, cani e gatti; a nostro parere, tuttavia, esso sembra doversi interpretare in senso ristretto, con il mantenimento della possibilità del loro allevamento se destinati ad esperimenti permessi dal testo stesso (obblighi nazionali o internazionali di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte). Vorremmo inoltre smentire quanto detto dall’on. Brambilla in merito ai test tossicologici sul ratto che non sarebbero ancora evitabili: ogni esperimento di vivisezione è fuorviante, inutile, non scientifico e non predittivo, perché basato sull’errore metodologico di ritenere una specie ‘modello’ per un’altra.
    Amministratore del sito http://www.unacremona.it
    e Responsabile della Comunicazione
    dell’Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
    (23/01/2012)

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