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Davos: progressivo sgretolamento dell’Eurozona nei prossimi 5 anni

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Se nell’antica Roma i cattivi auspìci tratti dagli àuguri servivano per scoraggiare i generali a disporre le truppe in battaglia, la fosche previsioni che giungono dal Meeting mondiale dell’economia di Davos (Svizzera) riguardo l’Eurozona, seppur altrettanto scoraggianti, non prevedono ritirate.
La disgregazione dell’Euro è infatti un’eventualità da rifuggire a tutti i costi, come asserisce il premier tedesco Angela Merkel: “Se fallisce l’euro fallisce l’Europa. Perché l’euro è stato un passo decisivo verso una integrazione più profonda, che non si può revocare senza gravi conseguenze e grandi rischi”.
Secondo le previsioni, dunque, dopo la Grecia toccherà al Portogallo uscire dall’euro entro l’anno, e dopo non molto sarà la volta dell’Irlanda e della Spagna.
L’economista Nouriel Roubini, diventato celebre per aver predetto la crisi dei subprimes, risparmia almeno per ora l’Italia considerata ancora “un caso borderline dove potrebbe verificarsi solo un problema di liquidità”. Il professore della New York University afferma anche che “Non tutti i Paesi membri sono in grado di restare nell’eurozona: c’è il 50% di probabilità che l’area euro vada in pezzi nei prossimi 3-5 anni”.