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People’s Supermarket: arriva da Londra l’espediente contro la crisi

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E’ un’idea semplice ma dalla portata rivoluzionaria: si chiama People’s Supermarket e si trova a Holborn, vicino al British Museum di Londra. Apparentemente sembra un supermercato come tanti. Invece si tratta di un esperimento assolutamente innovativo: una cooperativa che prevede una quota societaria di 25 sterline all’anno (circa 29 Euro) e uno sconto del 10% per i soci sui prodotti del negozio. In cambio dello sconto i soci offrono 4 ore di lavoro volontario al mese nello store.

Non solo. Aderendo alla coperativa i soci hanno anche diritto di voto sulle forniture, potendo così scegliere i prodotti da vendere nel supermercato: sugli scaffali del supermercato i prodotti più gettonati sono quelli biologici e di provenienza locale, tutti nell’ottica del rispetto del principio di sostenibilità ambientale. I soci inoltre possono usufruire dei servizi offerti dalla People’s Kitchen, la cucina dove si preparano piatti con frutta e verdura vicine alla data di scadenza.

 L’idea è venuta allo chef inglese Arthur Potts Dawson: L’industria alimentare è stata comprata dalle grandi catene – ha dichiarato – noi invece proviamo a dimostrare cosa succede quando è la gente ad avere il controllo”. Un’iniziativa a favore della lotta agli sprechi alimentari e, perchè no, di contrasto all’aumento dei prezzi dei beni di consumo a causa della crisi economica. E l’affare è anche redditizio: l’alimentare low cost ha fatturato qualcosa come 1,5 milioni di sterline (circa 1,7 milioni di euro) in soli 15 mesi di attività, con il numero dei soci che ha raggiunto quota 1.200.

Il successo è tale da aver ispirato al proprietario l’idea di una catena di negozi in franchising con il marchio People’s Supermarket. Il ”supermercato della gente e per la gente”, come lo definisce Dawson, potrebbe presto diventare una realtà diffusa nella City inglese e magari un modello di vendita e consumo da esportare in altri paesi d’Europa.