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Senato approva chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari

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Il Senato ha dato l’ok per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Una decisione che vede, da subito, pareri contrari. Da un lato il senatore del Pd, Ignazio Marino secondo il quale si tratta di un ”passo epocale”, dall’altro la Lega che parla di ”decisione pericolosissima”. Gli ex manicomi criminali dovranno chiudere i battenti entro il 31 marzo 2013. Lo ha stabilito un emendamento al decreto Severino sul sovraffollamento delle carceri, presentato dai relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd), approvato a maggioranza dall’aula del Senato, con 175 sì, 66 no e 27 astenuti. I detenuti psichiatrici dovranno essere affidati ad apposite strutture organizzate dalla sanità delle regioni.
“E’ evidentemente un passo storico per il nostro Paese”. Lo ha detto il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, fra i promotori dell’iniziativa parlamentare sulla materia. “Chiudiamo strutture – ha dichiarato Marino – che per ottant’anni sono rimaste uguali a se stesse, diventando il luogo in cui celare ciò che per alcuni erano solo ‘rifiuti umani’. L’emendamento discusso oggi lo permette. Questa norma è un passo epocale per dire un no netto: il nostro Paese non può e non vuole tollerare che esista un inferno dei dimenticati”.
Di parere opposto è la Lega Nord. Sul punto sono intervenuti nell’aula di palazzo Madama Irene Aderenti, Roberto Castelli e Sergio Divina. ”Stiamo parlando di manicomi criminali, dove sfortunati esseri umani incapaci di intendere e di volere, ma con incontrollabili istinti criminali, vengono tenuti rinchiusi sia per tentare di guarirli sia per impedire loro di fare del male a loro stessi e ad altri. Nell’emendamento – ha dichiarato la Lega – si prevede che essi debbano essere ospitati in apposite strutture regionali che nella stragrande maggioranza delle regioni non esistono neppure sulla carta e che quindi certamente non saranno pronte per la data prevista. Non si capisce pertanto dove queste persone, in alcuni casi pericolosissime, andranno a finire. Insomma una sorta di legge Basaglia che tanti problemi ha creato alle famiglie italiane, con il contenuto esplosivo che questa volta si tratta di criminali, anche se incolpevoli in quanto malati”.