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Eutanasia per neonati, sdegno dei cattolici

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A suscitare non poco clamore è stato un articolo scientifico pubblicato sul Journal of Medical Ethics da due ricercatori italiani: Alberto Giubilini e Francesca Minerva. Secondo i due autori, lo status morale di un neonato è equiparabile a quello di un feto: nessuno dei due è in grado di attribuire un valore alla propria esistenza, “il fatto che siano persone in potenza – si legge nell’abstract – è moralmente irrilevante” perché manca loro la consapevolezza e quindi non sono “persone”. Di qui l’uso dell’espressione “aborto post natale” al posto di infanticidio: perché, “come l’aborto è permesso in alcuni casi, inclusi quelli in cui il neonato non è disabile, per tutti gli stessi dovrebbe essere autorizzata l’eutanasia dei neonati”. Un’interpretazione che porterebbe a giustificare l’infanticidio e che riapre il dibattito filosofico su cosa vuol dire essere una “persona”.

La notizia ha subito suscitato la reazione dei cattolici che hanno provato un certo sdegno, ma non sono mancate  discussioni sui diversi blog e social network. “Il vaso di Pandora, una volta aperto, fa uscire di tutto – ha scritto Avvenire – giustificando le decisioni più barbare e inumane come il legittimo prevalere degli interessi di chi è persona rispetto a chi lo sarebbe solo in modo potenziale o non lo sarebbe più per le sue condizioni di malattia. Secondo questa logica: l’interesse della società prevale inevitabilmente su quello di ciascun essere umano”. Su Twitter in tanti la definiscono una questione “interessante e delicata”, ma c’è pure chi bolla i due ricercatori come “ignoranti” e il loro articolo come un “delirio”.

E voi che cosa ne pensate?

1 COMMENTO

  1. Fuga di cervelli o cervelli in fuga?

     

    Sul muro del bagno del mio liceo classico campeggiava la
    scritta: “La filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale si
    rimane  tale e quale” ebbene…,  niente di più falso! L’articolo sull’eliminazione
    dei neonati di due “studiosi” Alberto Giùibambini (dalla rupe) e Francesca Chiminnervaloelimino
    dimostra quanto la filosofia può essere pericolosa, soprattutto per i bambini,  in particolare se con qualche imperfezione.

    Mi rivolgo ai genitori: oltre alle solite raccomandazioni impartite
    ai vostri figli, dovete aggiungere anche quella di non accettare caramelle dai
    filosofi (usano in genere quelle al gusto di cicuta extastrong).

    Francamente davanti a tesi così assurde e per fortuna non
    ancora maggioritarie non saprei come iniziare la confutazione: si potrebbero
    usare frasi tipo  “certi filosofi
    andrebbero eliminati da piccoli” (ma sarebbe scendere al loro stesso
    sotterraneo livello…), o ancora “riscrivete l’articolo sostituendo le parole “neonati”
    e “bambini”  con”Alberto” e
    “Francesca”,  etc.

    Risponderò invece con qualche verso:

     

    L’Albertino e la Francesca, l’hanno scritta proprio grossa,

    voglion prendere i bambini e buttarli in una fossa;

    i disabili, i malati, quelli che saranno un peso

    ma anche i sani e i “fortunati”, se non ricchi come Creso.

    Perché, affermano i sapienti,  il neonato è non –  persona

    non progetta,  non ha
    i denti, mangia, beve e non ragiona.

    Certo qui nessuno nega quanto costi un bel  bambino

    gli omogeneizzati Plasmon, ogni cambio un pannolino,

    ma filosofi- scienziati, lo diceva anche Platone,

    lo sbocciare di una vita, vale assai più di un milione.

    Un consiglio ve lo diamo :  non vi piacciano i bambini?

    occupatevi di fiori, di canguri o  di pinguini,

    ma lasciateci far crescer con amore i nostri figli,

    che nel prato della vita sono tutti come gigli.

     

     

    francescogiovannelli@gmail.com

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