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Inflazione, spesa sempre più cara

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carrello con spesaA gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d’inflazione (3,2%).
Si tratta si una stangata che, per il solo carrello della spesa, equivale, per una famiglia di 3 persone, ad un aggravio pari a 567 euro su base annua. Per una famiglia di 4 persone, invece, andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni comporta un rincaro di 613 euro. Soldi, questi, che certamente non arriveranno in più in busta paga o nelle pensioni non indicizzate e che determineranno un ulteriore aggravamento della capacità di spesa delle famiglie italiane, oramai non più sull’orlo del burrone, ma precipitate dentro.
Inoltre vale la pena evidenziare che per l’Istat il prezzo della benzina è aumentato a gennaio “appena” del 4,9% sul mese precedente, mentre il gasolio segna un rialzo congiunturale del 4,7%.
Dati inferiori al reale, dovuti al fatto che l’Istat, pur rilevando i prezzi dei carburanti  2  volte al mese, lo fa il primo ed il decimo giorno di gennaio. Peccato che i prezzi abbiano proseguito la loro corsa per tutto il mese, fino al 31 gennaio, raggiungendo l’allora record di 1,770 euro al litro per la verde con servizio e 1,720 €/l  per il diesel con servizio, contro un dato che al 10 gennaio era ancora ad 1,747 per la benzina e 1,705 per il diesel. Insomma il carrello della spesa è in realtà ancora più caro di quello che appare e l’Istat finirà per registrarlo nel mese di febbraio.
Ecco perché il Governo Monti, se vuole che in Italia ci sia davvero una crescita economica, considerato che i consumi sono una componente fondamentale della domanda, deve intervenire sull’inflazione e la difesa dei salari reali.

 

Codacons

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