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Cina, monaco tibetano si dà fuoco per protesta anti – regime

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monacoinfiammeLo scorso 10 marzo un giovane monaco tibetano si è dato fuoco per protesta contro il dominio cinese nella regione autonoma del Sichuan, in occasione del 53esimo anniversario della rivolta tibetana che, repressa nel sangue da Pechino, si concluse con la fuga del Dalai Lama. Una rigida censura imposta dal governo cinese ha fatto sì che la notizia trapelasse solo due giorni fa, grazie alla denuncia del gruppo attivista Free Tibet di Londra.
La scorsa settimana la polizia cinese aveva già arrestato sei monaci tibetani per aver distribuito volantini inneggianti all’indipendenza del Tibet, e aver mostrato foto e filmati delle auto – immolazioni.
Secondo quanto riferiscono fonti di Free Tibet, il 18enne monaco Gepey apparteneva al monastero di Kirti.
I vertici locali del partito comunista affermano di non avere ulteriori informazioni sull’incidente; dal distretto di polizia non rispondono alle chiamate, mentre al monastero di Kirti nessun monaco intende rilasciare dichiarazioni e ogni telefonata viene interrotta quando si chiede conto delle recenti immolazioni.
Le autorità cinesi ad Aba hanno negato l’autorizzazione allo svolgimento dei funerali tradizionali per il monaco Gepey, per scongiurare assembramenti e possibili nuove proteste.
Solo lo scorso anno più di 24 tibetani hanno scelto di auto – immolarsi per manifestare contro l’asfissiante controllo imposto da Pechino.