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Giorgia Sinicorni, protagonista di puntata nella serie: Il giovane Montalbano

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Giorgia Sinicorni, laureata in Scienze della comunicazione e diplomata alla Scuola di Teatro Colli di Bologna,  è membro dell’Actor Center di Roma; ha lavorato in teatro con artisti come Carlo Giuffrè e Gabriele Lavia, al cinema con registi del calibro di Gabriele Muccino ma è arrivata anche sul piccolo schermo nella serie I Cesaroni dove ha interpretato Sofia, la produttrice musicale che  cattura il cuore di Marco, alias Matteo Branciamore. Ha prodotto e recitato nello spettacolo teatrale Bash sul testo di Neil Labute.  Il suo talento è giunto anche in Francia dove ha lavorato con Marc Fitoussi, con il regista Manu Joucla; insomma una ragazza giovane nata solo nel 1982 ma che di strada e gavetta ne ha fatta tanta ed ora torna in tv in una nuova serie che sta catturando il pubblico, “Il giovane Montalbano” con  Michele Riondino dove sarà protagonista nell’episodio “Il terzo segreto” in onda il 22 marzo.

Il giovane Montalbano è una fiction che sta entrando nei cuori degli italiani ottenendo un grande successo, tu sarai protagonista dell’episodio “Il terzo Segreto”, vuoi parlarci del tuo personaggio?

Non posso svelare molto, posso solo dire che sono una donna siciliana coinvolta nelle indagini relative  ad un tragico incidente sul lavoro avvenuto  in un cantiere edile.

Come è stato lavorare con Michele Riondino?

Lavorare con Michele è stato piacevolissimo ma non solo con lui, anche con il regista Gianluca Maria Tavarelli, e con tutta la troupe; si vedeva il legame che c’era tra loro, per cui stare in un ambiente sereno ti fa lavorare con tranquillità. Aggiungiamo poi la location, ossia la Sicilia d’estate, che è meravigliosa…

Hai prodotto e recitato nello spettacolo teatrale Bash su un testo di Neil Labute, e traduzione di Niccolò Ammaniti, dove i protagonisti, all’apparenza persone perfette, rivelano atroci azioni delle quali sono responsabili. Tu hai due ruoli da protagonista, come è stata questa esperienza?

Molto impegnativa ma interessante: interpreto due persone molto diverse, accomunate dal coinvolgimento in omicidi. Inoltre ci siamo occupati dello spettacolo in tutte le sue parti, dalla produzione, alle locandine, è stata una nostra creatura; il testo poi è scritto benissimo ed affronta tematiche molto attuali come l’omofobia, la violenza su minori, la crisi sociale, insomma non manca proprio nulla.

Hai ricevuto una critica estremamente positiva, cosa significa questo per una ragazza giovane come te?

E’ estremamente gratificante, considerando che io stessa mi sono occupata in passato di critica teatrale e leggere quelle considerazioni positive sul mio conto, mi hanno talmente resa felice da farmi commuovere,  ti lascio immaginare.

 Ti dividi quindi tra cinema, teatro e televisione, ma dove ti senti più a tuo agio?

Difficile dirlo, a primo impatto ti risponderei a teatro perché mi diverte di più, è una esperienza più umana ma poi bisogna gestire caso per caso; anche i set possono essere ambienti sereni e piacevoli, come nel caso de “Il giovane Montalbano”.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Dal 10 al 15 aprile riproponiamo al  Teatro Cometa Off di Roma lo spettacolo Bash, e speriamo di fare il pieno, come è accaduto lo scorso anno. Inoltre sto lavorando alla fiction di Pupi Avati “ Un matrimonio”, che racconta la storia di una  famiglia dagli anni cinquanta ad oggi,  è ricchissimo di personaggi, si passa da una generazione all’altra, una esperienza stupenda come può esserlo lavorare con un maestro come Pupi Avati. Inoltre sarò prossimamente in teatro con un altro spettacolo, “the Women”, (una commedia questa volta!) con la regia di Carlotta Corradi ispirato al film omonimo del 1939, che definirei una sorta di  Sex end the City dell’epoca. E’ uno spettacolo estremamente divertente.