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Il Tintoretto in mostra a Roma

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Jacopo Robusti, detto il Tintoretto è stato uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana e forse l’ultimo grande pittore del Rinascimento italiano.

La mostra  si inquadra nel programma di rivisitazione di quegli artisti che hanno reso celebre e unica la storia artistica dell’Italia: da Botticelli ad Antonello da Messina, da Bellini a Caravaggio e, più recentemente, a Lorenzo Lotto e Filippino Lippi.

La rassegna pittorica obbedisce a tre temi: religioso, mitologico e ritrattista, i quali rappresentano i cardini su cui si concentra l’intera produzione artistica del Tintoretto.

La monografia è, dunque, suddivisa in sezioni di poche opere scelte e capolavori indiscussi. Ad aprire e chiudere la mostra vi sono i due autoritratti: il Giovanile del Victoria and Albert Museum di Londra e il Senile del Louvre di Parigi.

In mostra anche lo spettacolare “Miracolo dello schiavo” dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco, opera che lo imporrà prepotentemente come uno dei protagonisti della scena veneziana, per concludersi con la “Deposizione al sepolcro” (1594), del Monastero di San Giorgio Maggiore, forse l’ultima opera in cui è possibile riconoscere la mano del maestro. Nel percorso espositivo, inoltre, opere celebrate e famose: da quella che viene considerata una delle sue prime riconosciute, “Gesù tra i dottori” (1542), concessa dal Museo diocesano del Duomo di Milano, a celebri capolavori come “la Madonna dei Tesorieri” e “il Trafugamento del corpo di San Marco”, ambedue dalle Gallerie dell’Accademia, la Santa Maria Egiziaca e la Santa Maria Maddalena, della Scuola Grande di San Rocco, oltre un inedito e strepitoso confronto tra “l’Ultima Cena” della veneziana chiesa di San Trovaso e quella, di cinque anni più tarda, della chiesa di San Polo, a celebrare uno dei temi prediletti dalle Scuole del Sacramento.

Accanto ai grandi teleri di impatto drammatico e dalla stesura fulminea e densa di tensione, si presentano al visitatore le opere di soggetto storico o mitologico, di grande intensità emotiva come, per esempio, due dei 14 ottagoni, raffiguranti Apollo e Dafne e Deucalione e Pirra, ora nella Galleria Estense di Modena, realizzati nel 1541 per il soffitto di Casa Pisani o la splendida Susanna fra i vecchioni dal Kunsthistorisches di Vienna.

La grande portata innovativa della mostra è rappresentata dal “commento” offerto, sotto forma di testi di sala, dalla scrittrice Melania Mazzucco che ha dedicato al pittore veneziano numerosi romanzi; il visitatore, in questo modo,  sarà guidato in ogni sala dal racconto della scrittrice.

La mostra, allestita presso le Scuderie del Quirinale, chiuderà i battenti domenica 10 giugno.