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La – Bas educazione criminale, il film d’esordio di Guido Lombardi arriva il 9 marzo nei cinema

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Esther ElishaBresciana, di madre italiana  e di padre del Benin, racchiude in sé la bellezza esotica condita con l’ironia e la simpatia italiana.
Esther Elisha
, attrice giovane e promettente che dopo aver recitato al teatro, in televisione ed al cinema in film come Last Minute Marocco, si è distinta nell’ importante interpretazione di Suad, nel film La-Bas educazione criminale, di Guido Lombardi che uscirà nelle sale il 9 marzo.
Una pellicola presentata al Festival di Venezia vincitrice del Leone del Futuro, del Premio Miglior Opera Prima Luigi De Laurentiis e del premio del Pubblico KiNO; unico film italiano presente in concorso al Busan International Film Festival in Corea dove ha vinto nella categoria Flash Forward.  Protagonista è Yussouf un ragazzo africano che portato in Italia dallo zio con la promessa di un lavoro si ritrova a gestire un giro di droga ma il 18 settembre del 2008 decide di dire basta e ricominciare; non è una sera qualunque ma la sera di una strage: quella realmente accaduta, quella dove una banda di camorristi entra in una sartoria gestita da immigrati a Castel Volturno, ne uccide sei  e ne ferisce uno. Nella sua opera di riscatto porterà con sé Germain, la sua ragazza Asetù e Suad, una prostituta. Ed è proprio di questo difficile ruolo che la bella Esther ha deciso di parlarci.

La – Bas educazione criminale è un film forte  ma non solo, è una finestra affacciata su una realtà che esiste e ci circonda ma che troppo spesso non si vuol vedere. Come è stato prendere parte ad un tale progetto?

E’ stata una esperienza molto bella ed importante e sono felicissima di averla vissuta; fin dall’inizio, dalla semplice lettura della sceneggiatura era chiara la forza e la determinazione che questo film possedeva; è una descrizione della storia fatta dall’interno; inoltre  ha rappresentato una vittoria su tutti i fronti, partendo con un budget minimo ed ottenendo tanti premi ed il consenso della critica.

Tu interpreti Suad, una prostituta che grazie ad Yussouf cerca di riscattarsi, cosa vuoi dirci di lei?

Non parlerei proprio di riscatto, Suad è una ragazza dalla vita difficile ma che negli occhi innamorati di Yussouf trova la voglia di immaginare una vita diversa, di viverla come qualsiasi ragazza della sua età ma senza programmarla, affrontandola giorno dopo giorno.

Gli altri interpreti del film come lo stesso  protagonista, Kader Alassane, non sono attori professionisti ma persone che hanno anche vissuto nella condizione di immigrati, credi che la genuinità del film abbia  influito sul suo successo?

Secondo me a portare al successo il film è stata la determinazione, la voglia di dare il meglio di se stessi, ognuno con la propria motivazione; tutti, da coloro che hanno vissuto in prima persona ciò di cui si parla nel film, a coloro che hanno contribuito alla sua lavorazione, avevamo voglia di riuscire al meglio nel nostro intento.

Hai incontrato delle difficoltà durante la lavorazione?

Le difficoltà incontrate sono state di natura territoriale; nel ricevere i permessi per girare, non si voleva che si parlasse della strage. E’ stato molto complesso da questo punto di vista.

 Il 9 marzo uscirà nelle sale, quindi ci sarà la cosiddetta prova del nove, l’impatto con il pubblico, la gente comune, cosa ti aspetti e cosa speri?

Non mi aspetto nulla, l’unica cosa che  spero è che un gran numero di persone vada a vederlo e che ovviamente ne esca soddisfatto.