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Ritratti e incontri di Léonard Gianadda

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La Fondation Pierre Gianadda ha inaugurato il 3 marzo scorso una personale fotografica del suo fondatore, Léonard Gianadda, che resterà aperta fino al 24 giugno prossimo.
Nelle sale dell’importante polo culturale di Martigny, oltre alle opere dei grandi maestri della pittura selezionate per la concomitante “Portraits-Ritratti”, il visitatore ha l’occasione di ammirare una serie di fotografie degli anni ’50 scattate dall’allora giovane fotoreporter Léonard Gianadda nell’esposizione “Portraits – Rencontres” (Ritratti – Incontri). Fotografie degli anni ’50 di Léonard Gianadda.
In verità soltanto mezzo secolo dopo essere state scattate queste foto saranno giustamente valutate e valorizzate, per la precisione quando, con la sorpresa generale, Jean-Henry Papilloud e la Médiathèque Valais di Martigny le strappano da un inspiegabile oblio.

Ripercorrendo la storia dell’ingegnere-mecenate proprio a partire dai suoi esordi come fotoreporter, è oggi possibile rileggere la creazione da parte sua della fondazione di Martigny come il culmine di un percorso artistico e non l’inizio di una nuova carriera.
Nel corso dei suoi viaggi per i cinque continenti, l’attenzione di Léonard Gianadda si focalizza sui contatti umani che stabilisce con le donne e gli uomini che  incrociano il suo cammino, sulla quotidianità della povera gente che incontra. “Lo spettacolo è nella strada: non c’è che da sedersi davanti ad un eccellente caffè turco e guardar sfilare davanti a sé la folla, per avere un’idea del colore locale. Tutto scorre come sullo schermo di un cinema…” (Gianadda su Moto-Touring nel 1957).
Diversi reportage che Gianadda propone ai giornali del Vallese e alle riviste illustrate svizzere. Grazie a questi suoi lavori, per i lettori si aprono nuove prospettive sulle realtà di Italia, Jugoslavia, Grecia, Egitto, Tunisia, Marocco, Russia, del bacino del Mediterraneo e delle Americhe.

Nel 1957 il ventiduenne Gianadda si reca al Lausanne Palace di Losanna per incontrare il famoso scrittore Georges Simenon, di cui il direttore di Radio TV Je vois tout gli ha commissionato un ritratto.
Il successo di questo reportage trova ulteriore risonanza quando l’editore di Simenon acquista una selezione degli scatti riconoscendogli una somma pari allo stipendio di un anno da ingegnere: è la svolta.
Da allora i reportage si succedono a un ritmo sempre più incalzante, un successo dopo l’altro.
Nel 1957 segue il voto delle donne a Unterbäch e a Martigny-Bourg per la Televisione della Svizzera romanda, di cui è il primo corrispondente dal Vallese, e poi Italia, Tunisia, il pellegrinaggio Parigi-Chartres  sulle orme di Charles Péguy, il Festival Internazionale della Gioventù e degli Studenti a Mosca. Lì  scatta più di 1.300 fotografie che mostrano aspetti sconosciuti della vita quotidiana dietro la cortina di ferro.
In seguito al controverso rifiuto ricevuto alla sua domanda di iscrizione all’Association suisse  des photographes de presse (ASPP), abbandona l’idea di una carriera da fotoreporter, ma non la passione per i reportage.
Nell’allestimento dell’esposizione è stata scelta la presentazione cronologica dei reportage e dunque degli incontri effettuati dal giovane fotoreporter nei suoi viaggi. Ecco dunque l’incontro complice con dei bambini, il ritratto di una donna o di un uomo incontrati casualmente lungo le strade di una città o di un villaggio. “Si offre un grappolo d’uva, un fico, un pugno di datteri. Ma molto di più: si sorride” – scrive su le Nouvelliste valaisain nel 1956. “La vita della città non si trova nei musei. Per avvicinarla, toccarla e capirla, bisogna recarsi sulla piazza del mercato” afferma su Le Confédéré nel 1957.
Ponendo l’attenzione sulla valorizzazione dei dettagli e sulla scelta di ciascuna inquadratura, si rintraccia chiaramente la progressiva presa di coscienza sociale di Gianadda, ben argomentata anche nei testi che accompagnano le fotografie. Relativamente al suo viaggio in Egitto affermò: “si è molto parlato del canale di Suez nel corso delle ultime settimane; però non c’è solo il canale in Egitto, c’è anche la miseria, una popolazione estremamente ospitale, templi inimmaginabili … e anche delle piramidi. Della miseria? Essa percorre tutte le strade.” (Point de vue-Images du Monde, 1956).

Nei reportage Léonard Gianadda ha inteso trasmettere tutto ciò che ha potuto catturare dai suoi numerosi incontri, passando da un paese all’altro, da un argomento all’altro. Gli argomenti individuati per questa mostra sono quindici: nei paesi dell’infanzia, a tavola, sull’acqua, sulla seduzione, sulla testa, sotto il sole, a riposo, sui cantieri, in viaggio, in divisa, sulla tenerezza, all’ascolto, furtivamente, agili mani, in musica.

 

Fondation Pierre Gianadda, Rue du Forum 59 – 1920 Martigny (Svizzera)

Portraits – Rencontres

Informazioni :

0041.27.7223978 (in Italia : 031.269393)

www.gianadda.ch

 

 

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