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45 anni fa moriva Antonio De Curtis in arte Totò

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Era il 15 aprile del 1967 quando a Roma moriva uno tra i più grandi interpreti della storia del cinema e del teatro “Antonio De Curtis”, in arte Totò.
Meglio conosciuto come “il principe della risata” Totò nacque il 15 febbraio 1898 nel rione Sanità a Napoli da una relazione clandestina di Anna Clemente con Giuseppe De Curtis che, in principio, non lo riconobbe.
Non è stato un attore ben visto dalla critica che non apprezzando la sua grande verve comica e scoppiettante fino alla fine dei suoi anni stenterà a dargli il meritato riconoscimento.

Con Totò forse abbiamo sbagliato tutto! Lui era un genio, non solo un grandissimo attore. E noi lo abbiamo ridotto, contenuto, obbligato a trasformarsi in un uomo comune tarpandogli le ali, commenta Mario Monicelli in un’intervista dopo la morte dell’attore. Ma Totò questo lo sapeva, cercò tuttavia in vari modi, durante la sua carriera, di farsi benvolere dalla critica cinematografica.

Tentò la strada neorealista con Guardie e ladri (che gli valse un Nastro d’argento), in compagnia di Aldo Fabrizi e Totò e Carolina girato nel 1953 e massacrato dai tagli censorii, uscì nelle sale gravemente manomesso solo nel febbraio 1955.
Recitò anche su soggetti pirandelliani come La patente e L’uomo, la bestia e la virtù di Steno; tentò anche di produrre da solo i suoi film nel 1955 ma rinunciò dopo i malinconici Destinazione Piovarolo e Il coraggio.

Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire”, così riferisce Franca Faldini la giovane compagna che gli fu accanto fino alla fine.