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Il 22 maggio si festeggia Santa Rita da Cascia

Molte città italiane celebrano Santa Rita da Cascia, "la Santa degli impossibili"

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Martedì 22 maggio la chiesa cattolica festeggia Santa Rita da Cascia, nota come “la Santa degli impossibili” per la qualità dei numerosi eventi prodigiosi a lei attribuitigli.
Al secolo Margherita Lotti, monaca agostiniana, fu proclamata “Santa” da Papa Leone XIII nel 1900.

Della prima parte della sua vita non si possiedono molte notizie. Si racconta di lei come di una ragazza mite che rispettava ed obbediva ai genitori.
Affascinata dalla famiglia Agostiniana, Rita desiderava farsi suora ma per volere dei genitori fu obbligata al matrimonio. Così all’età di sedici anni, sposò l’ufficiale Paolo Mancini, comandante la guarnigione di Collegiacone, col quale ebbe due figli.
Si dedicò instancabilmente alla sua famiglia per 18 lunghi anni, fino a quando il suo sposo rimase vittima di un agguato. Dopo la sua morte, Rita, accortasi che i figli stavano meditando per la vendetta pregò desiderando per loro la morte, piuttosto che vederli commettere atti di violenza. Poco dopo i ragazzi si ammalarono e morirono.

Rimasta sola decise di realizzare quel desiderio che fin dalla giovinezza aveva nel cuore. Così prese i voti, dedicando il resto della sua vita a Dio.
Per tre volte chiese inutilmente di entrare presso il monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia. Ma la sua vedovanza e i fatti accaduti precedentemente le impedivano di essere accettata nel monastero.
Era tradizione medioevale che quando si offendeva con un omicidio, la parte offesa, per vendicare il defunto, doveva incaricare un membro familiare di uccidere i suoi uccisori. Per evitare lo spargimento di altro sangue, riuscì a trovare il modo di riconciliare la famiglia del marito con quella dell’assassino, Rita entrò in monastero con la benedizione dei familiari rimasti del marito.
Secondo la tradizione Rita, in piena notte, fu portata in volo fino dentro le mura del monastero dai suoi tre Santi protettori dallo scoglio di Roccaporena. Così la Badessa, compresa la vera fede di Rita, la accolse in monastero, dove visse fino alla morte, dedicandosi alla preghiera.

Secondo quanto si racconta la sera del Venerdì Santo avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore per un pellegrinaggio. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che la spina nella fronte sparì e così Rita poté partire.
La spina fu portata da santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla; poi, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno e due fichi sull’albero nel suo orto vicino a casa sua.

Santa Rita da Cascia è celebrata in molte città italiane con riti e usanze tradizionali.

Nella chiesa di San Nicola da Bari nel piccolo paese di Farnetta di Montecastrilli ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, dei mezzi agricoli e delle automobili con una processione solenne per le vie del paese.

A Castellana, frazione del Comune di Gropparello (Pc), Santa Rita è ricordata nella locale chiesa con la messa e con la benedizione delle auto d’epoca. Segue come tradizione un’escursione in auto lungo un percorso sulle colline piacentine.

La Santa, in processione, viene portata non in spalla, ma su una fiat 500, a passo d’uomo: l’automobile viene rivestita completamente di fiori raccolti nei giardini delle case di Marina di Camerota (SA).
Anche i bambini adornano con fiori le loro biciclette, con esse seguono la processione. Molti adulti invece scelgono di seguire la Santa con la propria automobile.

Ad Avellino le celebrazioni in onore di Santa Rita cominciano con l’inizio della novena, il 13 maggio. Durante la settimana della novena, avviene la consacrazione dei bambini alla santa, e la vigilia della festa, dopo l’omaggio floreale dei battenti di San Pellegrino martire, vengono benedette le rose che saranno consegnate ai fedeli.

Nella chiesa di Santa Maria della Lama in Noicottaro (Ba) è molto forte la devozione alla Santa, infatti le bambine del paese vengono vestite con i tradizionali abiti monacali, il 22 maggio dopo la solenne messa e dopo la benedizione delle rose viene fatto sfilare il gruppo statuario della Santa, sorretta da un angelo, inginocchiata ai piedi del crocifisso. Al rientro della processione vengono fatti esplodere fuochi pirici.

Nella chiesa di San Nicola da Tolentino a Palermo ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, che poi conserveranno per donarne i petali ad amici o parenti ammalati.