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Pride Park, il villaggio dei diritti da salvaguardare

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La nostra inviata Daniela D'Avino con Cecchi PaoneDal 12 al 25 maggio, nell’area parco ex Salid–Lungoirno, si è tenuta la kermesse a sostegno dei movimenti del Salerno Pride Campania.
Omosessuali, lesbiche, transgender e anche eterosessuali, hanno dato vita ad incontri culturali, spettacoli musicali, dibattiti, il tutto rivolto alla rivendicazione di un’uguaglianza ancora oggi negata e ad imprimere ostinatamente forza, nella lotta per dei diritti calpestati e spesso oltraggiati.
Ad inaugurare la manifestazione Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, che da sempre fa della sua diversità un baluardo contro l’ignoranza e il pressapochismo.
Presenti le associazioni antimafia, a ricordare il ventennale della morte del giudice Falcone; presente anche Mina Welby moglie di Piergiorgio Welby, l’uomo che si è battuto fino all’ultimo istante per veder sancito il suo voler decidere di porre termine alla propria esistenza.
Sono stati celebrati anche alcuni matrimoni con cerimonie simboliche, con rito dello Stato di New York, affinché si dimostri, che quello che oggi è una promessa, in futuro possa diventare una realtà.
Alle 17,30 del 26 maggio da piazza Vittorio Veneto è partito il corteo che lungo corso Vittorio Emanuele fino a via S.S. Martiri, si è poi spostato sul Lungomare per raggiungere infine piazza Amendola. Lì su di un palco allestito per l’occasione, si sono succeduti interventi di vari esponenti del movimento Arcobaleno.
Madrina e padrino della serata di chiusura sono stati nell’ordine Vladimir Luxuria e Alessandro Cecchi Paone, i quali hanno rimarcato con entusiasmo la partecipazione copiosa dei cittadini ed hanno ringraziato per l’appoggio le istituzioni locali, nelle vesti dell’assessore Ermanno Guerra e dell’assente Sindaco Vincenzo De Luca, che però ha dato il suo contributo nei giorni precedenti dichiarando la sua solidarietà contro i pregiudizi.
Tra il pubblico alcune drag-queen hanno recato colore ed eccentricità. Molte associazioni giovanili con bandiere e sciarpe iridate hanno applaudito ed incitato gli oratori. Tra questi Vanni Piccolo, dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione, che ha lamentato la violenza, il disinteresse, la ghettizzazione che negli anni addietro le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans), hanno dovuto subire. Considerati ad oltranza cittadini di serie B, solo sesso e niente crediti. Basta vittime e considerazioni da figli di un Dio minore.
Giuseppina La Delfa di Famiglia Arcobaleno, associazione che si occupa di bambini con genitori omosessuali, ha parlato di tutela per le coppie omo-genitoriali, visto che in Italia c’è la totale assenza di norme che disciplinino questi rapporti.
Il Villaggio Gay Pride è sorto come luogo, idealmente, di raccolta di uomini liberi. Da preconcetti, dalla solitudine. Contro l’omofobia, la lesbofobia, contro gli abusi, le imposizioni intellettuali.
Fin da bambini bisognerebbe essere mentalmente predisposti alla misericordia, al perdono, all’integrazione, al rispetto dell’altrui vita, senza chiusure a religioni, colore della pelle, gusti sessuali. C’è ancora gente, ed ho potuto constatarlo io stessa quando tra la folla prendevo appunti per questo articolo, che considera queste persone sporche, malate devianti, pericolose.
Da eterosessuale mi accorgo che intorno a me molti (la cosiddetta gente “lungimirante”) hanno poi un atteggiamento medievale e pensieri da inquisitore quando si rapporta con chi non è a loro immagine e somiglianza.
Bisognerebbe destrutturare le logiche restrittive sul piano socio-culturale. Io stessa ho difficoltà nel prendere posizione rispetto alle richieste che pongono. Sono stata educata con l’idea di una famiglia quale nucleo composto da un uomo ed una donna. L’idea che due uomini o due donne creino questo insieme sovverte un modus operandi insito nel mio credere, ma non lo avverto come una minaccia.
Da cattolica ricordo un insegnamento che è alla base del pensiero cristiano: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Credo faccia più orrore che dei bambini conoscano la pedofilia, le torture, i soprusi, la brutalità che si celano nelle “famiglie perbene eterosessuali”. Penso a quanti innocenti chiusi in istituti per anni, se fossero affidati a coloro i quali vivono amori “trasversali”, riceverebbero amore a dismisura. La nostra società, negli ultimi 30 anni, si è evoluta ed ha concesso che la qualità della vita delle persone LGBT fosse in crescita e che la loro voce non rimanesse inascoltata. Ma capita, sovente, che sorgano difficoltà come minoranza.
L’obiettivo resta la riflessione e l’incoraggiamento ad aprire gli occhi su una realtà “scomoda” ma attuale, da perfezionare come elemento di esigenza, nel riattribuire dignità ed orgoglio a chi è “diverso” dalla morale comune.