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Sinistra italiana: la scalata al paradiso o la discesa all’inferno del Pd

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Sinistra italiana: la scalata al paradiso o la discesa all'inferno del Pd“Domani ci sarà la direzione del partito e vi comunicheremo le nostre decisioni” ha risposto freddo Pier Luigi Bersani ai giornalisti che gli chiedevano un commento all’iniziativa dei leader di Sel e Idv che, nei giorni scorsi, hanno annunciato di voler costruire un’alternativa autonoma qualora il Pd non decidesse in tempi rapidi di convocare gli Stati generali. Una linea che il segretario democratico sta mantenendo da due giorni, preferendo parlare dei temi caldi sul tappeto, soprattutto della crisi economica e del lavoro, piuttosto che di alleanze in vista delle elezioni della prossima primavera. Per il segretario bisogna puntare a mettere al centro il Pd, che si candida a guidare il cambiamento.

La prova di quanto sia centrale il Pd, per il segretario, è nella stessa proposta-provocazione di Idv e Sel, che chiedono ai democratici di dare il là. Per Bersani la prossima sarà infatti una legislatura costituente, sia per le riforme istituzionali che per quelle dell’economia e della società e il Pd deve avere ed ha il profilo riformatore necessario per mettersi alla guida di un cambiamento. L’ala cattolica e quella veltroniana frenano sulla strada dell’accordo modello Vasto, mentre Areadem si riunisce in serata per istruire la riunione di domani. “Oggi sarebbe un assoluto non senso stipulare un’alleanza tra un partito che sostiene l’esecutivo in Parlamento e nel Paese e chi invece vota contro in aula e lo contesta nelle piazze” sostiene Marco Follini. Mentre nei giorni scorsi Paolo Gentiloni era stato tranchant: “è il momento della chiarezza: la credibilitàdi cui ha bisogno un’alternativa di Governo non la possiamo costruire negoziando con Idv e Sel” che, ribadisce oggi, sono “una scena un po’ deja vu”. Per lui si deve giocare in quanto Pd. A domani per le regole. A dopodomani per la politica e l’Italia.