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Terremoto in Emilia, recuperato corpo del quarto operaio disperso

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La terra continua a tremare in Emilia dove 60 sono le scosse registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, seppure non violente, che hanno accompagnato e interrotto il sonno leggero delle migliaia di persone rimaste senza un tetto nel modenese, ma anche in provincia di Bologna e nel ferrarese, dove sono attendati gli sfollati del terremoto del 20 maggio.

Un’altra scossa è stata avvertita questa mattina dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova. I comuni prossimi all’epicentro Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. L’evento sismico è stato registrato alle 8 con magnitudo 3.8.

Intanto col ritrovamento del quarto operaio disperso sotto le macerie della Haemotronic, l’azienda di Medolla crollata ieri è salito a 17  il bilancio delle vittime del terremoto. Nel distretto del Biomedicale, dove si lavorava già per riprendersi dal terremoto di domenica 20 maggio, si è verificato il maggior numero di morti: i capannoni nelle zone industriali si sono letteralmente accartocciati, mentre erano al lavoro impiegati, operai e tecnici per i controlli di stabilità. Tre operai della BBG di Mirandola sono stati travolti dalle macerie del capannone.

Fortunatamente c’è anche chi si è salvato per miracolo: lo stesso sindaco di Finale Emilia è riuscito a fuggire dall’asilo comunale pochi secondi prima del crollo mentre una donna è stata trovata dopo 12 ore viva sotto le macerie a Cavezzo.