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Politecnico di Milano: efficacia delle ONG italiane

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Diversi passi sono già stati fatti, ma molti ancora rimangono da fare. Si è tenuta a Roma la presentazione dei risultati della Ricerca e della Consultazione Italiana su l’Efficacia delle Organizzazioni della Società Civile nella Cooperazione allo Sviluppo.
La ricerca è stata svolta dalle reti di ONG italiane, AOI, CINI e Link 2007, con il supporto scientifico del Politecnico di Milano ed è la declinazione italiana di un lavoro internazionale che, con consultazioni durate 3 anni in più di 70 Paesi, ha portato a mettere a punto principi di efficacia (Principi di Istanbul) e criteri per la loro messa in opera (approvati in Cambogia a giugno), validi per tutte le ONG e le organizzazioni della società civile dei Paesi OCSE e dei Paesi in via di sviluppo.

La parte scientifica della ricerca è stata autofinanziata dal gruppo di ricerca del Politecnico di Milano e rientra nell’ambito delle attività legate alla Cooperazione allo Sviluppo, avviate fino dal 2005 con una supervisione della Prof.ssa Emanuela Colombo e si allinea alla strategia dell’Ateneo milanese che mira a coinvolgere il legame di servizio tra il mondo accademico e la società.
I temi trattati hanno riguardato l’adozione dei Principi di Istanbul, l’operatività delle ONG italiane e le condizioni abilitanti per l’efficacia, con particolare riferimento alle politiche e pratiche di governi e donatori e alla possibilità di partnership con il mondo delle imprese come strumento di efficacia.
Molti gli spunti di riflessione presentati nel libro di sintesi della ricerca “Cooperazione non governativa ed efficacia: principi, pratiche e condizioni abilitanti”, curato da Paolo Landoni e Alice Bazzano del Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

Dall’indagine risulta che le ONG italiane si reputano in linea con i Principi di Istanbul per l’efficacia e credono che il loro valore aggiunto sia la capacità di promuovere partenariati fra soggetti della società civile; in particolare si ritengono particolarmente attente nel sostegno alle capacità delle popolazioni locali con l’intento di renderle indipendenti dall’aiuto.
Tuttavia non sempre sono in grado di essere sufficientemente accountable e trasparenti, specie quando si tratta di realizzare una valutazione del proprio operato e di renderla disponibile pubblicamente: il solo il 26% delle ONG intervistate ha risposto di effettuare la valutazione per il 90% o più dei progetti svolti e solamente il 5% dichiara di pubblicare on-line le valutazioni finali di tutti i propri progetti.

Alle ONG italiane spesso mancano gli strumenti necessari e la frammentazione che le contraddistingue incide negativamente sulla loro efficacia.
Per quanto riguarda le condizioni abilitanti dalle ONG emerge un giudizio negativo sul sistema legislativo e sulle azioni del governo italiano che reputano particolarmente carente nell’adottare politiche volte al rafforzamento delle organizzazioni della società civile.
Tra le iniziative da proporre al governo italiano sono state rilevate, tra le altre, attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo al ruolo delle organizzazioni della società civile, e la promozione di un dialogo regolare tra società civile, istituzioni e donatori. Per quanto riguarda questi ultimi le ONG italiane hanno espresso diversi punti su cui intervenire per migliorare l’efficacia dell’aiuto.
In particolare è stata sottolineata l’importanza di valutare i risultati e non soltanto gli adempimenti amministrativi, riducendo e semplificando gli aspetti procedurali e burocratici poco utili e farraginosi; accorciare i tempi per le istruttorie e per l’erogazione dei finanziamenti; coinvolgere la società civile nel definire le strategie, per garantire un maggior orientamento dei finanziamenti verso le necessità reali dei beneficiari e meno verso le politiche dei donatori.
Infine, le ONG italiane hanno valutato le potenzialità di una migliore partnership con il settore privato, incentivando esperienze di responsabilità sociale di impresa e incoraggiando attività coerenti con le attività di business che creino opportunità per lo sviluppo.
In questo campo le esperienze sono ancora relativamente poche, ma le ONG concordano sulla necessità di una riflessione culturale e di definire le modalità con le quali attuare queste collaborazioni perché possano essere strumenti efficaci di sviluppo.
Oltre alla presentazione di questi e altri risultati, l’incontro di ieri è stato anche l’occasione per le ONG di esporre le richieste che la società civile presenterà alla conferenza internazionale sull’efficacia dell’aiuto che si terrà a Busan in Corea del Sud in meno di due settimane, dal 29 novembre al 1° dicembre.
Il dibattito ha visto inoltre l’intervento di giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, della società civile, del settore privato e parlamentari chiamati ad approfondire la riflessione sull’efficacia delle organizzazioni della società civile italiana nella cooperazione allo sviluppo.
L’auspicio è che questo lavoro di consultazione in cui il Politecnico di Milano ha scelto di impegnarsi abbia dato un contributo valido alle ONG italiane e, soprattutto, che possa essere di stimolo per ulteriori passi e per un coinvolgimento sempre più convinto dei diversi soggetti coinvolti.

 

La presentazione dei risultati si è tenuta a Roma il 17 novembre 2011.

Politecnico di Milano