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Dal Brasile a Firenze, la Scienza senza frontiere

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Dal Brasile a Firenze per un periodo di formazione accademica di eccellenza. E’ cominciata ufficialmente oggi l’avventura di 34 universitari brasiliani che partecipano al progetto Scienza senza Frontiere, accolti in Aula Magna dal rettore Alberto Tesi.

Presenti anche il prorettore alla didattica Anna Nozzoli, il responsabile della sede di Firenze del Diritto allo Studio della Toscana Enrico Carpitelli e i referenti delle Facoltà che li accoglieranno – Laura Mugnai (Agraria), Benedetto Allotta (Ingegneria), Riccardo Bruscagli (preside di Lettere e filosofia), Silvia Pezzoli (Scienze politiche) e Giangaetano Pietraperzia (Scienze matematiche, fisiche e naturali) – oltre alla direttrice del Centro Linguistico di Ateneo Simona Sperandio.

Il progetto è coordinato e finanziato da due agenzie governative brasiliane, CAPES (Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior) e CNPq (Conselho Nacional de Desenvolvimento Científico e Tecnológico), che si occupano del rafforzamento delle competenze del sistema universitario e della ricerca, e promuove la mobilità di studenti e ricercatori sudamericani verso centri accademici di alta qualificazione nel resto del mondo.

Oltre all’Ateneo fiorentino, il Brasile ha individuato in Italia altre tredici tra università e centri di ricerca, per creare una rete di scambio di studenti (di I e II livello) e scienziati e favorire così innovazione e sviluppo tecnologico e industriale. La mobilità si estenderà anche a livello di dottorato e post dottorato.

La prima tappa del soggiorno fiorentino dei ragazzi brasiliani – ospitati ad agosto nella residenza studentesca del DSU “Mario Luzi” – prevede la partecipazione ai corsi di italiano del Centro linguistico di Ateneo. Il 13 settembre gli studenti entreranno in aula con i colleghi italiani per frequentare i corsi prescelti, nelle facoltà di Agraria, Architettura, Ingegneria, Lettere e filosofia, Scienze matematiche, fisiche e naturali e Scienze politiche. Dopo un periodo di studio, che va da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno, torneranno nelle Università di origine per concludere il proprio percorso formativo.

 ”L’Università di Firenze è lieta di accogliere la componente più viva di un Paese che crede fermamente nella crescita basata su ricerca e innovazione – ha commentato il rettore Alberto Tesi – Da questa collaborazione possono infatti nascere scambi di esperienze, sviluppo tecnologico e nuove opportunità che avvantaggeranno anche la comunità accademica fiorentina.”

Università degli Studi di Firenze