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Università di Firenze, zoologia: su Jeb pubblicato studio sugli anfipodi

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Pubblicato su The Journal of Experimental Biology (JEB) studio a cura del team di ricerca di Alberto Ugolini, associato di Zoologia all’Università di Firenze (“The skylight gradient of luminance helps sandhoppers in sun and moon identification” doi:10.1242/jeb.069542).

La ricerca, svolta in collaborazione con Giuditta Galanti (Dipartimento di Biologia Evoluzionistica) e Luca Mercatelli (Istituto Nazionale di Ottica-CNR di Firenze), si è occupata dei talitri, crostacei semiterrestri detti anche “pulci della sabbia”, modelli biologici di riferimento per gli ambienti litoranei. “I talitri – spiega Ugolini – sono animali ben adattati all’ambiente sopralitorale delle coste sabbiose, ma soggetti a disidratazione: hanno, quindi, spesso la necessità di percorrere velocemente l’asse mare-terra per tornare dall’ambiente secco alla fascia di sabbia umida in prossimità della battigia, in cui poi infossarsi”. Più di cinquanta anni fa Leo Pardi, Floriano Papi e Antonio Ercolini (per molti anni membri degli Atenei di Pisa e Firenze) scoprirono che i talitri mantengono costante la direzione mare-terra, indipendentemente dall’ora del giorno, per mezzo della loro bussola solare e di quella lunare.

Per questi animali, quindi, la corretta identificazione del sole e della luna riveste una notevole importanza in termini di sopravvivenza, perchè da questa dipende la scelta della corretta direzione di orientamento.

Il team di Ugolini ha indagato il funzionamento del loro sistema di orientamento, scoprendo uno degli elementi principali che aiutano questi crostacei a capire se quello che stanno guardando sia il sole o la luna. “E’ il gradiente di luminanza del cielo, in altre parole è la presenza del gradiente d’intensità luminosa della calotta celeste – continua Ugolini – che permette l’identificazione del sole e della luna in condizioni naturali e artificiali di illuminazione”.

 ”Abbiamo sottoposto per alcuni giorni dei talitri – spiega ancora il professore – ad un ciclo luce/buio invertito rispetto a quello naturale (sfasati): saggiati al sole (cioè durante la loro notte soggettiva) e con la luna piena (durante il loro giorno soggettivo), essi mostrano un orientamento in accordo con la corretta identificazione sia del sole che della luna di notte. Sono stati inoltre effettuati saggi di individui non sfasati, di notte, in laboratorio, in condizioni artificiali di illuminazione ed in assenza del gradiente di luminanza artificiale. In questo caso il riferimento orientante astronomico artificiale è identificato come luna anche a livelli di intensità luminosa che di giorno consentono un orientamento basato sulla bussola solare, del tutto paragonabile a quello ottenibile in saggi effettuati in condizioni naturali. Quando viene aggiunto il gradiente di luminanza artificiale (creato tramite filtri grigi opportunamente disposti), il riferimento astronomico artificiale è identificato come sole e non più come luna”.

 

La ricerca è stata messa in evidenza nella rubrica “Inside JEB” della rivista scientifica come uno dei lavori più interessanti del numero.

Università degli Studi di Firenze

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