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Vivisezione: strage di innocenti

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Non credo che al di là delle torture applicate su di un essere umano, crudeltà efferate moltiplicate all’ennesima potenza, senza paventare un minimo di pietà o rimorso, ci sia qualcosa di più orripilante che maltrattare e far soffrire gratuitamente gli animali.
Al solo pensiero il mio animo ha un sobbalzo d’indignazione e non solo perché amo cani, gatti e affini.
Il lager di Green Hill, che poco tempo fa è stato chiuso, ha fatto luce su di un caso di abusi che andava avanti sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno era riuscito a fermare legalmente.
Ci sono voluti uomini e donne coraggiosi che in barba alle regole lesioniste imposte, hanno dato libertà a poveri cuccioli su cui si sperimentavano farmaci e si applicava la vivisezione.
Parliamoci chiaro, i problemi in Italia sono tanti: la crisi finanziaria che incombe, la politica che sta cadendo nel ridicolo, le famiglie in pieno disagio economico. Però questa recessione non deve far dimenticare che tra combattimenti, porno ed utilizzo di pellami, i cani randagi o di allevamento vengono messi alla berlina e muoiono solo per diletto o per loschi affari.
Secondo l’ENPA, molti sono i cani a cui viene spento il sorriso in condizioni tremende. Io posso dire che dopo 14 anni d’amore incondizionato, mi sono trovata nella triste condizione di porre fine alle sofferenze del mio miglior amico, il mio cane Fiamma, con l’iniezione letale.
L’ho cresciuta come se fosse la mia bambina, combattendo spesso contro l’ironia di chi ha nel proprio animo una sensibilità pari ad un granello di sabbia.
E’ stato uno dei momenti più dolorosi della mia vita e nonostante il mio cane avesse un tumore allo stato terminale ed altre patologie degenerative, non è stato facile consentirne la soppressione.
Porto con me la mesta considerazione di essere stata al pari il suo salvatore ed il suo carnefice, anche se ho agito per pietà.
Non comprendo quindi come si possa su animali sani, o per lucro o per ricerca, o solo per indifferenza, accanirsi.
C’è un nuovo spot che circola in tv in questi mesi. Un uomo va in un bosco e vicino ad un albero lega il proprio cane e lo lascia solo. Ti viene voglia di gridargli: ipocrita, assassino, sudicio verme.
L’amore che leggi negli occhi di un cane, la fiducia che ripone in te, il sorriso, si, il sorriso che ti fa con la lingua a penzoloni sono una grande panacea per molti mali interiori.
Forse se rendessimo di nuovo bambino il nostro animo, ricambiando queste tenerezze, il mondo potrebbe migliorare di molto in ogni suo aspetto.

 

 

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