Home Lifestyle Cinema Festival di Venezia, vince la Pietà di Kim Ki-Duk

Festival di Venezia, vince la Pietà di Kim Ki-Duk

719
CONDIVIDI

Vince il 69esimo Festival del cinema di Venezia il regista sud coreano Kim Ki-Duk con il film Pietà.
Un regista intenso, non nuovo alle cronache di Venezia, già vincitore infatti del Leone d’argento nel 2004 con Ferro 3 – la casa vuota nel 2004.
Il film, che uscirà in Italia il 14 settembre, era stato il più applaudito al Lido: non a caso  era in cima ai candidati del Leone d’oro.

Kim con Pietà torna ad un cinema a lui più familiare, potremmo definirlo una sorta di parabola sul bene e il male, con un manifesto che richiama la Pietà di Michelangelo.
La pellicola è un thriller nitido e commovente, che racconta la storia di uno strozzino (Lee Jung-jin) cinico senza famiglia che amputa i creditori per poter ottenere i rimborsi dovuti agli usurai da cui lo stesso è stato ingaggiato.
Tutt’a un tratto la sua vita è sconvolta dall’arrivo di una donna (Jo Min-soo), la quale dichiara di essere sua madre, la stessa donna che lo aveva abbandonato 30 anni prima.
Una figura che convoglia un mare di sentimenti e che, per certi versi, rimanda al dolore della Vergine Maria dopo la morte di Cristo.

Come in tutti i film di Kim, si fondono: crudeltà, intelligenza e complessità morale. Ma questa pellicola mostra anche una crescita, sia umana sia artistica del regista, nell’ultima parte del film lo spettatore è travolto da una straordinaria forza emotiva, smorzata da una drammatica ironia.
Il regista dedica il suo film “all’umanità, in una situazione di crisi profonda prodotta dal capitalismo” e aggiunge “il film racconta l’essenza umana e la possibile salvezza dell’umanità attraverso il recupero di determinati valori”.

Leone d’argento per la migliore regia a Paul Thomas Anderson per il film The master, niente da fare invece per Bella addormentata di Marco Bellocchio: pare che l’argomento eutanasia non abbia convinto la giuria guidata da Micheal Mann.
Dunque grossa delusione per l’Italia e l’attesissimo film sul caso di Eluana Englaro.
Il nostro cinema riparte comunque con due riconoscimenti: quello per il miglior contributo tecnico (la fotografia) a Daniele Ciprì con E’ stato il figlio, e il premio Mastroianni all’attore emergente assegnato a Fabrizio Falco, presente sia nel cast di Ciprì che nel film di Bellocchio.