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Polveri sottili

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Ogni tanto bisogna tornare al primo amore: la satira politica. In Italia è un campo facile, in cui si trova terreno fertile. Basta aprire un giornale, accedere ad un sito internet e trovi bell’e pronti miriadi di spunti.

Questa volta ce la prendiamo con la regione Lazio!

Il signor Franco Fiorito, grande accusato del maxi imbroglio della spartizione dei soldi pubblici agli esponenti del suo partito, ha affermato che: “Renata Polverini non sapeva nulla della gestione dei fondi del partito”. Perché mai la governatrice della regione dovrebbe sapere cosa facessero i consiglieri della sua maggioranza, soprattutto se appartenenti al suo partito? Senza considerare che lo stesso Fiorito, in altre dichiarazioni, si è rimangiato quanto detto, affermando che Renata sapeva avendo visto le carte. Probabilmente ha cambiato versione perché i politici hanno sempre voglia di mangiare.

Forti anche le dichiarazioni del dottor Michele Vietti, vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, che ha detto:  “Senza uno scatto d’orgoglio della politica non si potrà mai vincere la battaglia contro la corruzione e arrivare alla legalità. La magistratura da sola non ce la può fare”. La magistratura da sola non ce la può fare? A chi dobbiamo rivolgerci noi cittadini per cercare giustizia? Al macellaio sotto casa?

La Polverini dal canto suo, si è mostrata tranquilla. In mattinata ha inaugurato un nuovo reparto dell’ospedale Sant’Eugenio. Commovente il momento in cui le sono state consegnate le chiavi, casomai le servisse per intero. Poi si è detta sicura di voler continuare il suo mandato, forte della scelta della gente, che non vuole che questa classe dirigente vada via prima di aver rubato abbastanza.

Silvio Berlusconi le ha intimato di non lasciare la sua carica. Le dimissioni di un esponente del Pdl sarebbero un precedente pericoloso. Angelino Alfano ha dichiarato che la Polverini: “È vittima delle scelte sbagliate di altri”. Penso si riferisse agli elettori del Lazio. “Nel nostro partito – ha continuato – abbiamo trovato uno che si è fatto i fatti propri utilizzando il denaro pubblico”. Uno solo! Si vede che non hanno cercato bene.

Renata, infine, ha fatto autocritica: “Abbiamo dato un cattivissimo esempio”. Tranquilla, sono sicuro che molti altri saranno pronti a seguirlo.