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Scuola, quesiti TFA sbagliati. Miur riconosce errori e si scusa

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Tante le novità in arrivo a partire da quest’estate sul versante “scuola”. Prima dell’annuncio del grande maxi concorso il cui bando sarà reso ufficiale il prossimo 24 settembre e che già da qualche giorno ha suscitato non poche polemiche,  il governo ha ridisegnato l’iter per ottenere l’abilitazione all’insegnamento dopo la chiusura delle SSIS (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario). Decine di migliaia di studenti hanno preso parte alla prima prova di ammissione al Tfa (tirocini formativi attivi), ma in ogni singolo test in media erano sbagliate quasi due domande su dieci.

I candidati, per essere ammessi ai due livelli successivi, dovevano rispondere in maniera corretta ad almeno 42 quesiti su un totale di 60. Le prove per accedere ai Tfa che consentono di insegnare alle medie e alle superiori hanno suscitato, dunque, critiche sin dalla pubblicazione dei primi risultati, quando si è scoperto che a superarle sono stati davvero in pochi. Da qui la protesta. Il Ministero, scusandosi per l’accaduto, con una nota ha fatto sapere che avrebbe provveduto a dare certezze in tempi rapidi  a tutti i candidati.

La lettera che riportiamo a seguito è di una nostra lettrice che ha partecipato alla prova di ammissione al Tfa. E’ lei stessa a raccontarci la sua indignazione per quanto accaduto.

Gentile Redazione,

sono una docente non abilitata con all’attivo cinque anni di servizio prestato sia in scuole paritarie che in scuole statali e quest’anno ho dovuto, al fine di conseguire la tanto agognata abilitazione, sottopormi ai test preselettivi del Tirocinio Formativo Attivo.

La metodologia di accertamento della professionalità docente e dell’idoneità all’insegnamento operata attraverso tale corso-concorso abilitante ha umiliato e mortificato la classe docente, soprattutto quella, di cui fa parte la sottoscritta, con pregressa esperienza alle spalle, in quanto sono state approntate batterie di quesiti, per le varie classi di concorso (ho partecipato per le classi di concorso A043- A050 accorpate, nonostante si tratti di ordini di istituto diversi), che si sono rivelate da subito errate e poste in modo ingannevole e tendente a confondere il candidato.

L’esiguo numero di candidati che poi ha di fatto superato i test, le conseguenti proteste e polemiche che hanno messo in evidenza gli errori contenuti nelle domande, hanno fatto sì che il Miur avviasse una procedura di revisione dei test stessi e che fosse nominata appositamente una Commissione composta da docenti esperti che, dopo aver visionato gli elaborati, hanno deciso di “abbonare”, o meglio annullare, per ogni classe di concorso, un certo numero di domande, oscillante tra le 6 e le 26, con relative risposte.

Orbene, tale provvedimento, del tutto tardivo e iniquo, ha inficiato la validità dei test, dato che nel decreto che dava il via libera all’istituzione del Tirocinio Formativo Attivo era chiaramente scritto che i sessanta quesiti proposti avrebbero contemplato una ed una sola risposta esatta. Abbonando o annullando una serie di domande, si è portati naturalmente a pensare che fosse non solo decaduto il criterio dei sessanta quesiti, ma, soprattutto, che il diverso numero delle domande condonate nelle varie classi di concorso abbia certamente creato una disparità di trattamento tra i candidati partecipanti, che sono stati non solo beffati da quiz errati, ma hanno dovuto subìre anche l’inganno di una sanatoria nella quale ci sono stati evidenti favoritismi.

Il Ministro Profumo si è, paradossalmente, mostrato soddisfatto delle procedure concorsuali (assurdo!) e ha affermato che la “macchina” dei Tfa era ormai stata avviata e che sarebbe stato impossibile annullare e rifare tutto, come era stato sensatamente proposto da menti illuminate, o, in ultima analisi, consentire ai candidati non ammessi di partecipare ad una seconda tornata di test, per tentare, anche se goffamente, di porre rimedio ad un disastro annunciato.

Tale modus operandi ha naturalmente scatenato una pioggia di ricorsi, anche alla luce della promessa fatta da Profumo l’otto Maggio scorso, secondo la quale avrebbe prontamente provveduto ad attivare un percorso abilitante “Speciale” per coloro che in questi anni hanno contribuito, con il loro lavoro, a far sì che la scuola italiana potesse andare avanti, e che, dall’abolizione delle SSIS nel 2007, ad opera della Gelmini, sono stati impossibilitati ad abilitarsi.

Questo percorso abilitante Speciale per coloro che hanno esperienza al momento è bloccato, offuscato dall’annuncio del Concorso a cattedra per l’immissione in ruolo del personale abilitato e di coloro che hanno conseguito i titoli di accesso entro l’anno accademico 2001/2002.

Altra vergogna italiana!

Dopo anni di studio e dopo aver partecipato a SSIS e concorsi, come si può chiedere a docenti con esperienza decennale che hanno già ampiamente mostrato e verificato le proprie competenze e la propria preparazione di sostenere altre prove per mostrare l’idoneità all’immissione in ruolo?!

Tutto questo in contemporanea ai famigerati Tfa ordinari, per i quali sarà bandito un concorso successivamente, generando solo confusione e sconforto in coloro che in questi anni di limbo hanno lavorato con solerzia e impegno in attesa che la propria esperienza fosse riconosciuta e che il Miur non li considerasse “tappabuchi” o docenti invisibili senza diritti perché privi di abilitazione.

Nell’esprimere la mia perplessità e la mia indignazione, con questa mia missiva ho voluto gettare un ennesimo fascio di luce su questa situazione vergognosa che rischia di tagliare fuori una “fetta importante” di scuola italiana!

Cordiali saluti

Monica O.

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