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Il disastro di Balvano raccontato da Jean-Noel Schifano

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Schifano, noto meridionalista, coltiva da sempre il suo amore per Napoli e il sud Italia. Negli anni ha tradotto scrittori del calibro di Elsa Morante, Umberto Eco, Sciascia, Svevo e Savinio. E’ stato direttore dell’Istituto Francese “Grenoble” di Napoli e ha collaborato con le più importanti istituzioni europee.
E’ dall’amore per la storia e la gente di Napoli che ha scelto di presentare il primo romanzo che tratta la tragedia dimenticata di Balvano.

Di padre siciliano e madre lionese, scrittore, traduttore ed editore Jean-Noel Schifano, fine intellettuale tra i più noti d’Europa, presenterà venerdì 9 novembre alle ore 18.00, al T.A.N, la Galleria delle Armi, romanzo verista di Salvio Esposito.

Il titolo del romanzo – la “Galleria delle Armi” – affonda nella storia dei Briganti meridionali, che due secoli fa si rifugiavano sulle montagne del Sud Italia per combattere contro i nuovi poteri del neonato stato Italiano. E’ li che nascondevano le armi, in quel buco nero nascosto tra le pareti rocciose di Balvano, nella vecchia e rigogliosa Lucania. E’ stato quel buco che ha inghiottito il 3 marzo 1944 circa 650 uomini, donne e bambini in fuga dalla fame di Napoli, città lacerata dalle Quattro giornate, sconvolta dalle vendette americane e violentata nella sua dimensione di grande città europea.
Seicentocinquanta persone alla ricerca di cibo nelle campagne, che oltrepassando il limite della dignità umana si ammassavano sul convoglio merci 8017 gestito dagli Alleati che ancora combattevano contro i tedeschi a Cassino.
La vecchia linea statale ferroviaria Sicignano – Potenza poteva essere percorsa solo da locomotive a vapore a causa della mancanza di energia elettrica. Per questo a causa del suo enorme “carico umano” – si è calcolato almeno 320 quintali, peso al quale vanno aggiunti i vani merce – in quella serpentina di binari che si arrampica nell’Appennino, affaticati dal troppo peso le due locomotive del convoglio si sono bloccate, determinando in pochi secondi una morte certa per asfissia ai passeggeri clandestini.
Dalla mezzanotte di quel giorno, ora in cui si consumava la tragedia, per ragion di stato non sono mai stati individuati i responsabili.

Ad oggi, oltre alle foto originali, agli articoli d’epoca e ai documenti controfirmati dal Generale Badoglio, conserviamo ancora nomi, cognomi e generalità di 432 vittime identificate.
E’ però accertato che le cifre del disastro sono molto superiori come confermato dai più importanti quotidiani dell’epoca.
A distanza di 68 anni ritornano però le vicende romanzate degli ex impiegati, dei vagabondi, dei dottori e dei loro figli che si avventuravano senza alcuna certezza alla ricerca di una speranza.

Salvio Esposito, psicologo e psicoterapeuta napoletano e autore de “La Galleria delle Armi” edito da Marotta&Cafiero, in vista dell’ultimo anniversario della strage fa rivivere, i sogni, le preoccupazioni e i sentimenti di un popolo affamato e tenace che ha ricostruito dalle macerie l’Italia contemporanea.

 

All’evento saranno presenti l’autore e gli editori.

Venerdì 9 novembre ore 18.00 al Teatro Area Nord di Scampia, via Nuova dietro la Vigna, 20 – Napoli