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Vulcania Napoli, forum internazionale dei vini dei suoli di origine vulcanica

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“Nei discorsi su quali siano gli elementi che maggiormente contribuiscono a caratterizzare i vini, a determinare aspetti peculiari che li rendono diversi da altri, si finisce inevitabilmente con il parlare del ruolo, fondamentale, che esercita la composizione geologica dei terreni, la struttura del suolo.
Vini provenienti da terreni calcarei, piuttosto che sabbiosi, o a base di argilla presentano inevitabilmente un profilo sensoriale ed un gusto, tenori di acidità, di freschezza, una struttura, molto diversi tra loro.
Ancor più il tipo di terreno riesce a fare la differenza quando ci si trova di fronte a vini che provengano da suoli di tipo vulcanico, da zone che hanno visto, o vedono tuttora attivi, come nel caso del Vesuvio, ad esempio, e dei vulcani, anche perché una vasta parte dei terreni compresi nella propria denominazione sono situati su terreni di antica origine vulcanica, che dovrà prevedere una profonda riflessione sul rapporto tra vino e origine del suolo e un approfondimento sull’identità del prodotto e sui valori materiali ed immateriali non esportabili. Bisognerà muoversi nella direzione e con determinazione, convinti che l’origine vulcanica dei suoli, i caratteri ambientali e paesaggistici in interazione creino una combinazione perfetta per un vino bianco inimitabile. Da questo tipo di riflessione e dalla consapevolezza che per un certo tipo di consumatore il messaggio vino bianco dei suoli vulcanici risulta estremamente semplice da sedimentare, diventando quasi una categoria enologica, e che l’accostamento della parola vulcano a produzioni di pregio, come quelle dei nostri vini della Provincia di Napoli, induce indubbiamente suggestioni positive a livello cognitivo, come fascino, mistero, forza, fuoco e mito e allora ha un senso parlare di vini da suolo vulcanico come una vera e propria categoria enologica ed esistono chiari caratteri identificativi che permettono la loro classificazione da parte del consumatore. Ma c’è un filo conduttore che unisce le particolarità dei vini che nascono su terreni di origine vulcanica: sono naturalmente più sapidi e hanno una gamma di profumi più ampia e di maggior intensità. E c’è di più: poiché i suoli sono ricchi di elementi minerali e di attività microbiologica (batteri e quant’altro) la pianta è potenzialmente più in salute e ha bisogno di minor apporto di sostanze esterne. Possiamo infine aggiungere il fascino indiscusso del vulcano, come il Vesuvio, forse perché cela ancora parecchi misteri, quale punto di forza per un mercato di consumatori curiosi o semplicemente attratti dal particolare. La sola indicazione vulcano in etichetta potrebbe fare più successo del nome del territorio o della Casa produttrice”.

Cosi è intervenuto Rosario Lopa, Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e già Delegato del Presidente della Provincia di Napoli per il settore Agricolo, a margine di Vulcania Napoli 2012 che si è tenuto presso la Camera di Commercio di Napoli.
Questo dato costituisce una motivazione in più per proseguire nella strada della tutela e della valorizzazione della produzione vitivinicola, dove la Provincia di Napoli ha un ruolo fondamentale.
La manifestazione – ha continuato l’esponente dell’Agricoltura – si deve sempre più consolidare come massimo punto di riferimento nazionale ed internazionale, come vetrina importantissima per tutta la filiera del vino che in Campania e in Provincia di Napoli si conferma come settore in grande crescita, sempre più incisivo sullo sviluppo dell’economia complessiva del nostro territorio”.