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Capodanno all’insegna del made in Italy

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Si è ridotta quasi 30% la spesa per gli alimenti dei pranzi di Natale e, in previsione, il dato rimane quasi invariato per il cenone di Capodanno.
A rimetterci, però, sono stati soprattutto il caviale e lo champagne, i prodotti stranieri simbolo del lusso.
Nel biennio 2010/2011 per effetto degli scandali sul cibo e dell’andamento dei prezzi dovuti alla crisi, quattro campani su dieci (37%) hanno cambiato le abitudini alimentari.
Per il cenone, le famiglie spenderanno in più per l’acquisto di prodotti alimentari, verificando un aumento del 3,8% nella spesa per l’acquisto di alimenti mentre sono rimaste pressoché stagnanti le quantità acquistate.

“Bisogna evidenziare – afferma il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa – insieme all’aumento dei prezzi, ha pesato la preoccupazione sulla contaminazione dei cibi per effetto degli scandali alimentari dell’anno appena trascorso come la melanina nel latte cinese, la diossina nella carne di maiale dell’Irlanda fino al pesce sequestrato alla vigilia di Capodanno. Sulle tavole imbandite di pranzi e cene di Capodanno facciamo resistere invece i prodotti del territorio, soprattutto a denominazione d’origine garantita.
“Meglio le bollicine dello spumante campano con spesa all’insegna del made in Italy e campano dunque – sottolinea Lopa – anche grazie ad un’ampia scelta di prodotti Dop-Igp riconosciuti dall’Unione Europea. Le vendite sono calate nei negozi al dettaglio specializzati e stabili negli ipermercati, mentre crescono esclusivamente, fatta eccezione degli hard discount, i mercati rionali, le bancarelle e soprattutto gli acquisti diretti dai produttori.”
Per la maggioranza degli italiani (48%) gli aumenti dei prezzi sono imputabili ai passaggi intermedi dal produttore al consumatore, ma sotto accusa sono i ricarichi commerciali e le speculazioni, inoltre si evidenzia la tenuta dei cittadini che comprano cibi biologici.

“Sarà necessario – ha concluso Lopa – lavorare per rendere più chiaro e diretto il percorso del prodotto con l’etichetta di provenienza, ma anche intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore, appena le condizioni istituzionali c’è l’ho consentiranno, avvieremo come Provincia di Napoli, un progetto di valorizzazione della cucina tradizionale partenopea legata alle festività di Natale e Capodanno.”