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Da de Chirico a Cattelan e oltre per un Novecento mai visto

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A Brescia, accanto alla raccolta di arte moderna e contemporanea della Daimler sarà presentato un percorso parallelo dedicato alle esperienze e ai protagonisti dell’arte italiana del Novecento.
Una mostra che promette di soddisfare anche i critici e gli appassionati più esigenti, già il titolo è tutto un programma: Novecento mai visto: da de Chirico a Cattelan e oltre.
Dal 7 marzo al 30 giugno 2013, presso i Musei Santa Giulia si potranno così ammirare numerosi dipinti di proprietà dei Civici Musei già esposti nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea aperta in Santa Giulia dal 1964 al 1972, oltre alle opere prestate da diversi collezionisti bresciani quali Kapoor, Dan Graham, Cattelan, Paladino, Mainolfi, Tavernari, Picco e Ranzanici.
La parte più rilevante di tale patrimonio è costituita dalle opere, sorprendentemente anticipatrici in senso astratto, del bresciano Romolo Romani, dai numerosi dipinti di ambito futurista (Dottori, Evola, Depero, tutti datati entro il 1919) e dalle opere di orientamento informale che, dopo la chiusura della Galleria, rimasero nei depositi (Chighine, Paulucci).
Importanti testimonianze dell’arte del Novecento (de Chirico, Morandi, Sironi) arricchirono poi le raccolte civiche tramite (1986) il lascito della famiglia bresciana Scalvini.

La Galleria esibirà inoltre un centinaio di opere provenienti dalla straordinaria collezione depositata da Guglielmo Achille Cavellini, comprendente quanto di meglio e di nuovo proponeva l’arte italiana e internazionale (da Klein a Warhol, da Rauschemberg a Hartung, da Burri a Fontana).
Il percorso dell’attuale mostra intende ricordare quell’iniziativa, rendere omaggio a Cavellini come artista e collezionista ed evocare il clima culturale “d’avanguardia” che connotava allora Brescia anche grazie all’apertura di nuove gallerie e al costituirsi di cospicue raccolte private.

Attraverso i fondamentali prestiti concessi da tali raccolte, ancora in parte esistenti e spesso accresciutesi nel tempo, è stato ora possibile delineare un percorso nell’arte italiana dal primo Novecento agli anni Settanta, con opere di rilevante interesse storico variamente riferibili all’Informale, allo Spazialismo e ad altre ricerche degli anni Cinquanta-Sessanta, con autori come Crippa, Birolli, Morlotti, Vedova, Turcato, Fontana, Manzoni, Castellani, Bonalumi, Melotti.
L’esposizione si chiude con i protagonisti delle tendenze concettuali e dell’Arte Povera: Pistoletto, Paolini, Mattiacci, Anselmo, Merz, Fabro, Parmiggiani, Penone, Zorio.

I chiostri e gli ambienti museali di Santa Giulia accoglieranno inoltre sculture e installazioni in un suggestivo confronto con le architetture rinascimentali e le testimonianze archeologiche.