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L’età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi

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Una mostra che esperti ed appassionati attendevano da anni. Ospitata al Museo Diocesano di Brescia, la mostra sarà l’occasione per fare il punto di tutte le nuove scoperte avvenute nell’Italia settentrionale, ambito fondamentale per questa civiltà.
Quello dell’età del rame fu un millennio fondamentale per l’umanità. Vedono la luce l’aratro, la ruota, l’aggiogamento degli animali per la trazione, il carro a quattro ruote, lo sviluppo della metallurgia del rame, spesso in lega con l’arsenico, l’agricoltura e l’allevamento: attività che favoriscono nuovi assetti economici e sociali.

La scelta di Brescia a sede dell’attesissima esposizione non è casuale: è proprio nel bresciano, infatti, che sono tornate alla luce le testimonianze più rilevanti di insediamenti dell’età del rame in Italia.
La necropoli di Remedello Sotto, in provincia di Brescia, a 128 anni dalla scoperta costituisce ancora la documentazione principale per la ricostruzione dell’età del rame in area padana. Ma nuove scoperte sono documentate a Volongo in provincia di Brescia, Fontanella Mantovana, Cumarola e Spilamberto in provincia di Modena, Bologna, Forlì e Cesena e in altre località della pianura padana e dei primi contrafforti che la circondano. Si tratta di necropoli, talvolta molto ricche di manufatti.
Ma la mostra darà conto anche di altre suggestive testimonianze: le notissime statue-menhir che, insieme alle incisioni rupestri della Valcamonica, forniscono una iconografia fondamentale per la comprensione del periodo e che saranno oggetto di ampia illustrazione attraverso l’esposizione di alcuni originali e di rilievi a grandezza naturale.
Il diffondersi, nell’età del rame, in tutta la regione alpina delle stele antropomorfe, statue-menhir, grandi composizioni monumentali nell’arte rupestre, statue-stele, è tutt’ora oggetto di diverse interpretazioni: opere legate a nuove concezioni religiose, al culto degli antenati fondatori dei clan, al manifestarsi dell’ideologia indoeuropea o rappresentazione antropomorfica delle divinità.
Il fenomeno non è circoscritto alla regione alpina ma presenta una vasta diffusione dalle steppe a nord del Mar Nero fino alla penisola iberica.

Nella mostra sarà illustrato tutto il complesso dei ritrovamenti avvenuti nel 1991 e 1992 al giogo di Tisa, al confine tra Italia e Austria, attraverso copie dei materiali, pannelli didattici e la ricostruzione a grandezza naturale dell’uomo del Similaun con tutto il suo abbigliamento ed equipaggiamento.

Saranno forniti i risultati delle ricerche più recenti condotte sulla mummia: analisi del DNA, suo inquadramento negli attuali aplogruppi delle popolazioni europee, aspetti paleopatologici, stato di salute, cause che ne determinarono la morte a 3150 m di quota.
Particolare attenzione sarà posta nel confronto tra i materiali posseduti da Ötzi (ascia in rame, cuspidi di freccia, pugnale in selce) e quelli relativi alla cultura di Remedello.
Il percorso della mostra si conclude con l’età del Vaso Campaniforme, documentata in provincia di Brescia dalle due importanti sepolture di S. Cristina di Fiesse e di Ca’ di Marco, a cui saranno affiancate le tombe di recente scoperta a Parma.

Con l’inizio dell’antica età del bronzo, tra 2200 e 2070 a.C. si stabilizza l’insediamento e vengono fondati i primi abitati palafitticoli lungo le rive meridionali del lago di Garda e nei bacini infra-morenici dell’anfiteatro benacense. Questa fase iniziale dell’antica età del bronzo sarà illustrata attraverso l’esposizione di ceramiche e manufatti di metallo, in osso, corno, selce e fayence del Bronzo Antico I dal Lavagnone di Desenzano del Garda, e da Polada, in comune di Lonato, nonché dai ripostigli di asce a margini rialzati di Remedello Sopra e di Torbole Casaglia (BS).

Dopo l’esposizione di archeologia bresciana del 1875, promossa dall’Ateneo di Brescia, sarà la prima volta che materiali di Polada della collezione Rambotti ritornano a essere esposti a Brescia.

 

L’età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi

Brescia, Museo Diocesano – via Gasparo da Salò 13

26 gennaio – 15 maggio 2013

Orario: 9 /12, 15/ 18, mercoledì chiuso.

Ingresso: intero euro 5, ridotti euro 2,50. Scolaresche ingresso gratuito

Info e prenotazioni:
Museo Diocesano
tel 030-40233,   fax 030-3751064,  segreteria.etadelrame@gmail.com

 

Sergio Campagnolo

 

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