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Ricapitolando tra Berlusconi, Monti e profezia Maya

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Cara amica, esimio lettore,

è arrivato il momento di capirci qualcosa. In quale campo? Domanda legittima. Diciamo che non si capisce nulla… in generale.

Sua emittenza l’onorevole Silvio Berlusconi prima non si candida e fa organizzare le primarie del Pdl; poi si candida, e niente primarie; fa cadere il governo Monti; poi non si candida e propone Monti; poi dice che non ce l’aveva con Monti, ma con le misure messe in atto dal suo governo… e chi le ha votate quelle misure? La maggioranza PdL-Pd se non erro (ma posso sbagliare). Le telenovelas brasiliane non sono così contorte.

Perché Berlusconi voleva candidare Monti? Perché la Lega non vuole saperne niente di lui. Allora, giustamente, ha pensato a Mario, personaggio notoriamente amato da quelli del carroccio.

Maroni ha fatto la controproposta: o Tosi candidato premier per il partito del Nord, o Alfano a capo della coalizione. Lo spettatore più interessato di questa situazione è Bersani, che aspetta di sapere contro chi dovrà perdere.

Restando geograficamente da quelle parti, scopriamo che in Lombardia la Minetti si faceva rimborsare le creme di bellezza; Renzo Bossi i videogiochi. Vorrei farci una battuta, ma la cosa è già tristemente comica così… anzi sadica.

In tutto questo affanno si avvicina la data della profezia Maya sulla fine del mondo. Peccato che non ci sia alcuna profezia e alcuna fine. Però, se la cosa dovesse essere vera, sbrigati a leggere questa rubrica, che sabato potrebbe essere troppo tardi.

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