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Stupro India, morta studentessa violentata su bus

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Non ce l’ha fatta la studentessa indiana di 23 anni stuprata e picchiata su un autobus di Nuova Delhi lo scorso 16 dicembre. I medici dell’ospedale di Singapore, dove la giovane era stata trasferita dal 26 dicembre, avevano emesso un bollettino nel quale si diceva che “alle 21:00 ora locale (le 14:00 in Italia) le condizioni della paziente volgono al peggio”. Il peggioramento si è verificato “nonostante la lotta dei medici per tenerla in vita, in particolare con dispositivi di assistenza alla respirazione, dosi massicce di antibiotici e antivirali per ottimizzare la sua capacità di lottare contro le infezioni”. La ragazza, colpita tra l’altro da un’infezione polmonare e con una lesione cerebrale, aveva avuto un arresto cardiaco.

Tante le manifestazioni di affetto e solidarietà nei confronti della giovane donna, i cui genitori hanno espresso “la speranza che la morte della loro figlia possa portare ad un futuro migliore per le donne a Delhi e nell’intera India”. A riferire oggi il messaggio è stato l’Alto Commissario indiano a Singapore, T.C.A. Raghavan.

In tutto il paese, da New Delhi a Mumbai, da Bangalore fino a Kolkata in Rajasthan, migliaia di persone, per lo più giovani, si sono radunate pacificamente, in un giorno ribattezzato “sabato nero” per esprimere “dolore e rabbia” per quanto accaduto a “Damini”, così soprannominata per tutelarne la privacy.

Intanto è di qualche ora fa la notizia di un altro stupro mortale. Una donna di 45 è stata uccisa dopo aver subito le violenze di 8 uomini nella città di Barasat, nel Bengala occidentale. Il marito della donna, riferisce l’emittente Ndtv, è stato picchiato selvaggiamente dopo aver tentato di difendere la moglie ed è ora ricoverato in un ospedale della vicina Kolkata.

La coppia stava rientrando a casa dopo il lavoro quando gli assalitori hanno cominciato a molestare la donna. Alcuni di loro hanno aggredito il marito e trascinato via la moglie. L’uomo è riuscito a liberarsi e a chiedere l’aiuto dei vicini. Il corpo senza vita della vittima, che riportava ferite alla testa, è stato in seguito ritrovato seminudo nei pressi di uno stagno. Il marito della donna sarebbe riuscito a identificare uno degli assalitori.

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