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Mariangela Melato, stella nel firmamento della memoria

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Stasera, rientrando dal lavoro, mentre come al solito mi accingevo nella preparazione della cena, ho seguito i titoli del TG e tutti davano la notizia della morte di Mariangela Melato, una delle attrici più poliedriche ed energiche del panorama artistico italiano.
Sarà sciocco confidarvelo ma mi è salito un groppo alla gola, come quando se ne va un parente, un amico, qualcuno a cui si tiene così tanto da avvertirne dolorosamente il distacco.
Mi era già successo in passato, quando a lasciare questo mondo prematuramente erano stati Michael Jackson e Lady D.
Imputo questo mio sentimento al fatto di aver seguito le loro imprese pubbliche e private dai media, al punto da farli diventare parte della mia vita quotidiana. Nel caso di Mariangela Melato, protagonista di “Travolti da un insolito destino …..”, film indimenticabile a cui aveva partecipato con Giancarlo Giannini diretti da Lina Werthmuller, quello che mi ha turbato è stato il suo addio in sordina, lontano dai riflettori, che me l’hanno resa cara per la dignità ed il rispetto con cui ha gestito il cancro che l’ha segnata mortalmente.
Una musa, una sopraffina ed elegante interprete del teatro impegnato, così come sperimentatrice e visionaria nel comporre copioni ironici con parti dissacranti.

Non bella nel senso istituzionale del termine, ma intensa e coinvolgente, come una vera diva del passato. In alcuni fotogrammi splendida. Non ho avuto la fortuna di poter presenziare alla prima di un suo spettacolo, ma ho seguito con ardore la sua “Filumena Marturano”, con la regia di Massimo Ranieri. Battute come “ i figli non si pagano”, l’hanno assurta con onore tra le primedonne del grande Eduardo.
Sguardo ferino e voce gutturale e magnetica, un pugno allo stomaco, un vivere al 100% il dramma d’una donna che lotta per i suoi figli contro l’ingiustizia perpetrata da un uomo egoista, lei che di figli non ne ha mai generato. Dopo anni era tornata dal suo grande amore, Renzo Arbore, che ora resta vedovo, orfano, privo di una complice ed essenziale parte della propria esistenza.

Una grande tristezza è calata, perché siamo consapevoli che ad andare via sono sempre le persone che possiedono un grande carisma ed un pezzo di divino, che tentano in ogni modo di trasferire, per illuminare questo nostro arido mondo in penombra.