Home Costume e società Città della Scienza, flash mob a Napoli

Città della Scienza, flash mob a Napoli

I cittadini di Napoli si mobilitano per ricostruire Città della Scienza

496
CONDIVIDI

Napoli si mobilita per dire “Basta”. In migliaia sono scesi questa mattina in piazza per andare tutti insieme verso “Città della Scienza” rasa al suolo da un incendio divampato lunedì scorso. A guidare il corteo centinaia di bambini delle scuole di Napoli che al grido di “Rivogliamo la Città della Scienza“, stanno sfilando per via Coroglio insieme al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Napoli ha un cuore grande, ricostruiremo sicuramente la Città della Scienza perché con la cultura si combatte il male e la criminalità”, così ha commentato l’evento il primo cittadino.

Per un minuto i partecipanti hanno inscenato il flash mob all’entrata della Città della Scienza mentre sono stati fatti volare palloncini bianchi simbolo della speranza di rinascita della struttura. I ragazzi hanno intonato il coro ‘Come e’ bella la città di Pulcinella‘.

Quella di oggi è apparsa una città pronta a ricominciare puntando sull’innovazione e lo sviluppo. Da subito la parola d’ordine è stata ricostruire, a partire dal suo fondatore, Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza: ”sono sicuro che la Città delle Scienza rinascerà più grande di prima”, ha detto.

“Una scrollata di spalle e siamo ancora qui – dice il responsabile relazioni esterne di Città della Scienza, Carlo Guardascione, intervenuto alla conferenza di presentazione del Premio buona sanità 2013 – Tra 15, 20 giorni riapriremo i battenti, inaugureremo la prima mostra di questa nuova era e probabilmente sarà anche la più bella di questi ultimi vent’anni”. Riapre quindi in tempi record una prima fetta di Città della Scienza con una piccola mostra fatta con prestiti e donazioni che istituti scientifici, musei e privati che hanno promesso da tutta Italia e da tutto il mondo.

Una città che come la fenice sta per rinascere, dunque, dalle proprie ceneri più grande di prima e anche se gli ambienti non saranno quelli belli e ricchi di memoria dell’edificio ottocentesco e i visitatori avranno un bar in meno e qualche piccolo disagio in più, questa mostra speciale saprà donare all’ambiente un’atmosfera speciale. Nascerà poi un primo piccolo timido laboratorio-museo, sarà allestita una tensostruttura e si occuperanno di nuovo gli spazi rimasti integri del padiglione Marie Curie. “E poi allargheremo all’aperto – dice il responsabile relazioni esterne – Ci sono spazi bellissimi e siamo sicuri che il clima primaverile di Napoli ci darà una mano”.

Una grande sfida che vede insieme Napoli, la Campania, l’Italia e l’Unione Europea in un grande lavoro di squadra.