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Giovanni Frangi al Museo di San Matteo con Sherazade

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Tronchi, sassi, boschi. Guardati a vista dai grandi Crocefissi, dalle Sacre Passioni, dai fondi ori del San Matteo, museo certo tra i più ricchi e suggestivi d’Italia.
Per Sherazade, mostra di scena al Museo di San Matteo di Pisa, Frangi ha creato nuove creature, traendole dalla natura, tema ricorrente nell’opera di Frangi.

Notte dopo notte, per Mille e una notte, Sherazade desta l’attenzione del suo re raccontandogli le sue storie, sospendendole al loro concludersi per rinviare il finale alla notte successiva. Così le opere di Giovanni Frangi penetrano gli ambienti austeri del San Matteo di Pisa, lambiscono i capolavori del Medio Evo e del Rinascimento che qui sono custoditi, creando l’attesa del dopo, conducendo il visitatore lungo un percorso dove inizio e fine coincidono.

Fin dai suoi esordi, il percorso dell’artista milanese si è concentrato nell’indagare il mondo naturale in molti suoi aspetti particolari e, all’interno di quei confini, Frangi ha sempre trovato la sua ispirazione. L’adesione alla realtà lo porta a ricreare coi mezzi diversi una realtà trasfigurata che è tipica della sua cifra espressiva, utilizzando un movimento lento di avvicinamento al dato naturale e in parallelo a un suo allontanamento fantastico .

Il dialogo con le opere e con la struttura architettonica del Museo di San Matteo diventa l’elemento determinante di questa esposizione in cui interagiscono lavori degli anni passati con alcuni recenti.

Qui Sherazade, che dà il titolo alla mostra, è una scultura in cui una forma di un tronco, diventato rosa, sembra strisciare e muoversi sul pavimento a farsi strada tra i capolavori del San Matteo. Come altre sculture serpente, alcune in gommapiuma o in gesso dipinto o altre ancora in poliuretano rigido, “reperti” che conducono il visitatore, alla stregua dei sassi di Pollicino, in un percorso di andata e ritorno senza soluzione di continuità.

Passando per un ambiente dove grandi dipinti di boschi cupi, cresciuti tra cascate e rocce, si specchiano su opere subacquee, filamenti limacciosi di una alga pluricellulare. Altrove, quadri di sassi si confrontano con un disegno su tela di un parco milanese, ospite inatteso. Con un piccolo lago finto in cui le piante si riflettono come in un cartoon.

In una terza stanza cinque dipinti, meglio sinopie, propongono paesaggi visti dall’alto. Qui l’orizzonte si perde oltre il limite della tela, nell’azzurro del cielo.

Il viaggio pisano di Giovanni Frangi è fatto di contrasti, di cortocircuiti inaspettati, a suggerire diverse chiavi di lettura di ogni singola opera.
Il tutto nel contesto, potentissimo, del Museo nazionale di San Matteo. Qui le opere di Frangi si confrontano con un’incredibile collezione di sculture lapidee e lignee, con capolavori assoluti dal primo Medioevo al Cinquecento. Emozionano le testimonianze di ignoti maestri del più intenso romanico non meno dei capolavori di Giovanni Pisano e di Donatello. Così come i dipinti che documentano ciò che di meglio ha saputo offrire l’arte in Toscana e a Pisa dagli esordi del secondo millennio al Cinquecento, compresi i capolavori di Simone Martini, Ghirlandaio, Masaccio.
Se non bastasse, il San Matteo propone anche codici miniati, ceramiche, oreficerie in un incredibile, e purtroppo scarsamente noto, grandioso “affresco” del Medioevo.

In questa raffinata “Teca dell’antico”, il direttore, Dario Matteoni, ha voluto proporre un confronto, site specific, con l’arte contemporanea, invitando grandi artisti d’oggi ad un confronto con i maestri dello ieri. Giovanni Frangi e Sherazade hanno accolto la sfida.

Giovanni Frangi. Sherazade.
15 settembre 2013 – 3 novembre 2013
Museo di San Matteo
Piazza San Matteo in Soarta 1 – Pisa

Orario: 8,30 – 19,30, festivi 8,30 – 13,30. Chiuso il lunedì.

Ingresso al Museo e alla Mostra:
interi euro 5,00 – ridotti euro 2,50.

Info:

tel. 0039 050 541865
sbapsae-pi.museosanmatteo@beniculturali.it
dario.matteoni@beniculturali.it
Facebook: Museo Nazionale di San Matteo