Home Costume e società #IOSONOCUCCHI, solidarietà social a quattro anni dalla scomparsa

#IOSONOCUCCHI, solidarietà social a quattro anni dalla scomparsa

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Sono trascorsi quattro anni dalla morte di Stefano Cucchi e ancora non è stata resa giustizia. Sempre che, per la vita di un trentunenne che si spegne per mano dello Stato, ce ne sia una. Solo un processo di primo grado la cui sentenza, tra condanne sussurrate e bizzarre assoluzioni, è stata accolta con grida di sdegno e lacrime amare sui volti dei familiari del geometra romano.
Non è ancora chiaro cosa sia successo realmente nel reparto carcerario dell’Ospedale Sandro Pertini dove Stefano Cucchi era stato ricoverato pochi giorni prima del suo epilogo, ma comunque siano andati i fatti, allo Stato spetta una bella fetta di responsabilità e il dovere di fornire risposte a tutti.
A tutti, perché il lutto della famiglia Cucchi è un lutto collettivo che non riguarda solo parenti e amici della vittima, ma l’intera società civile che non può e non deve accettare che accadano ancora episodi simili.
Una società civile che, proprio nel giorno dell’anniversario di questa triste vicenda consumatasi sul corpo ossuto di Stefano e sul suo volto nero di lividi, dà il via all’iniziativa #iosonocucchi.

Il progetto, partito da Pescara, ha lo scopo di realizzare un tappeto, grande 100 metri quadrati, raffigurante il volto di Stefano Cucchi. Il risultato finale, curato dal graphic designer Luca Di Francescantonio e dalla community di Igersabruzzo.it, sarà esposto in piazza della Rinascita a Pescara dall’8 al 10 novembre, in occasione del Festival delle Letterature.
Le immagini che comporranno il tappeto sono quelle che tutti possiamo pubblicare su Facebook, Twitter o Instagram entro il 27 ottobre raffiguranti il proprio volto bendato, imbavagliato o con le orecchie tappate. Essenziale l’hashtag #iosonocucchi.