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Bologna, giudice affida bimba di tre anni a coppia gay

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Coppia gay

Coppia gay“Omosessualità” e “Cattolicesimo”: questo il problema! Direbbe il dubbioso Amleto se fosse qui. In un Paese come l’Italia che vede una prevalenza della popolazione eterosessuale e di orientamento religioso per la maggior parte cattolico non poteva non suscitare clamore la notizia dell’affidamento temporaneo a una coppia gay da parte del Tribunale dei minori di Bologna.

«C’è benessere e serenità», così il giudice ha commentato quella che per molti è stata una sentenza choc. La bimba che conosce da tempo la coppia in questione sembra essere molto affezionata al punto di chiamarli “zii”. Prima che il giudice tutelare di Parma, il 2 luglio, disponesse l’affido temporaneo per due anni ai due uomini di mezza età, la bimba di tre anni – figlia di due genitori stranieri, vicini di casa della coppia, nel Parmense – già conviveva con loro.

I due uomini convivono da tempo, hanno un lavoro e un buon reddito, sono una coppia ”stabile e affidabile” secondo i servizi sociali, che – come i giudici – hanno dato parere favorevole all’affidamento, ritenendo che ci fossero tutte le condizioni di serenità e benessere richieste dalla legge.

Di parere contrario la Procura minorile che si era invece opposta al provvedimento, ritenendo la coppia non all’altezza del compito. A riferire la notizia è il Corriere della Sera.

Intanto nel gennaio scorso già la Cassazione si era espressa su un’altra vicenda sancendo il diritto dei gay ad ottenere in affido un minore.