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Semaforo alimentare: Londra stoppa il made in Italy

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Semaforo alimentare

Semaforo alimentarePer aiutare la popolazione nella scelta dei cibi “sani”, il ministro della salute pubblica britannica Anna Soubry ha lanciato un piano consistente in un pacchetto di etichette alimentari che assomiglia a un semaforo.

Bollini rossi, gialli e verdi, infatti, coloreranno le confezioni di ogni alimento dando loro il via libera o al contrario intimandone lo stop. La quantità di grassi, grassi saturi, sale, zuccheri e calorie saranno i criteri guida che faranno accendere da caso in caso un colore diverso.

Com’è intuitivo, il semaforo verde premia gli alimenti sani, quelli cioè che possono essere consumati senza limiti; semaforo giallo per gli alimenti da mangiare con moderazione e, infine, semaforo rosso per gli alimenti così poco sani che è meglio mangiarli solo qualche volta, giusto per levarsi lo sfizio.

Sotto quest’ultima gradazione di colore sono finiti anche alcuni cibi simbolo della tradizionale dieta mediterranea. Tra vari formaggi e salumi, i prodotti più noti messi al bando sono il parmigiano e l’olio d’oliva, perché considerati ricchi di grassi e quindi in qualche modo cibi malsani. L’obiettivo del semaforo, d’altronde, è quello di ridurre la percentuale delle persone obese che, al momento, sembra essere particolarmente alta nel Regno Unito.

Un duro colpo per l’orgoglio italiano sia civile che istituzionale che dovrà essere necessariamente difeso dai ministri che rappresenteranno il Paese al prossimo consiglio dell’Unione Europea. A una lettura più attenta di questo nuovo sistema segnaletico si capisce che la questione non è semplicemente relativa a una ferita di sentimenti patriottici, ma potrebbe avere conseguenze più serie almeno sul piano commerciale.

La misura potrebbe, infatti, ostacolare la libera circolazione in Europa dei prodotti alimentari a bollino rosso, entrando peraltro in contrasto con la normativa UE sui prodotti Doc e Igp ritenuti di alta qualità. Il Made in Italy subirebbe, dunque, una battuta d’arresto che comporterebbe una perdita di cospicue quote di mercato a danno di agricoltori e aziende.

Un’altra critica riguarda, inoltre, la salute e il benessere dei consumatori. Per esempio: l’olio extravergine d’oliva, che è apprezzato scientificamente per le sue qualità nutrizionali e di contrasto all’obesità e ad altre patologie anche gravi, paradossalmente viene bollato con un’etichetta rossa per l’elevata presenza di grassi in 100 grammi di prodotto, mentre il rivale olio di semi otterrà il bollino verde!

E intanto, mentre Londra si impegna a respingere ogni accusa, il commissario europeo per la sicurezza alimentare Tonio Borg ha dichiarato che valuterà la situazione e vigilerà su eventuali violazioni delle norme del mercato unico. Maggiore autorità rispetto al semaforo, d’altronde, ce l’ha solo il vigile. All’Europa, quindi, l’ardua sentenza.