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San Sebastiano e San Fabiano: i santi del giorno

Oggi la Chiesa celebra San Sebastiano e San Fabiano martiri

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San Sebastiano

Due grandi martiri Fabiano e Sebastiano si dividono gli onori di oggi 20 gennaio.
Fabiano, pontefice a Roma per 14 anni, fu uno dei papi che durante le persecuzioni governarono più a lungo la Chiesa di Dio. Venne eletto il 10-1-236 subito dopo la morte di S. Antero. Secondo il racconto di Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica (VI, c. 29) mentre clero e popolo, riuniti, stavano discutendo sul nuovo successore al defunto pontefice, una colomba discese dall’alto e si posò sul capo di Fabiano il quale se ne stava confuso in mezzo all’assemblea. Il popolo ne rimase commosso; giudicandolo degno del papato, lo sollevò sulle braccia e lo collocò sulla cattedra vescovile.

Patrono degli idraulici, Fabiano subì il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Decio.

Riguardo San Sebastiano non si hanno molte notizie. Originario di Milano, giunse a Roma in un periodo in cui infuriavano violente persecuzioni. Capo della prima coorte, aiutava con l’opera e con i suoi beni i cristiani la cui fede professava segretamente.

La leggendaria ‘Passio’, racconta che un giorno furono arrestati due giovani cristiani Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino. In prigione i due fratelli stavano per cedere alla paura, quando intervenne il tribuno Sebastiano riuscendo a convincerli a perseverare nella fede; mentre nel buio della cella egli parlava ai giovani, alcune persone videro attorno a lui un alone di luce e tra loro c’era anche Zoe, moglie del capo della cancelleria imperiale, diventata muta da sei anni. La donna si inginocchiò davanti a Sebastiano che iniziò a pregare e dopo aver implorato la grazia divina fece in modo che la donna riacquistasse la voce. A ciò seguì una serie di conversioni importanti.
Diocleziano ne venne a conoscenza, dopo avere severamente rimproverato Sebastiano, cercò in ogni modo di distoglierlo dalla fede di Cristo. Ma non riuscendo a nulla né con le promesse, né con le minacce, lo fece legare a un palo e ordinò che i suoi stessi commilitoni lo trafiggessero con le frecce.

San Sebastiano è patrono degli atleti, arcieri, vigili urbani e tappezzieri, il suo martirio avvenne sotto Diocleziano.