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Addio alla storia dell’arte, non è proprio così

Le ore di insegnamento di storia dell'arte erano state ridotte già con la riforma Gelmini

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Storia dell'arte scuola

Tra un video ricordo e l’altro, ieri su Facebook ha preso a circolare la notizia secondo cui una nuova riforma del sistema scolastico avrebbe posto fine all’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole.
La notizia è stata pubblicata ovviamente con l’accompagnamento degli immancabili commenti di indignazione, ma la faccenda è un po’ diversa da come è apparsa.

La storia dell’arte non è stata abolita. Le ore di insegnamento della disciplina in questione sono sicuramente diminuite, ma il fattaccio non si è consumato in queste ore, ore in cui nulla è cambiato rispetto alla riforma Gelmini che ancora evidentemente continua a generare proteste.

Flashback: la riforma Gelmini. La riforma della scuola superiore promossa da Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca da maggio 2008 a novembre 2001, conteneva una riorganizzazione generale dei licei, degli istituti tecnici e professionali di cui facevano parte anche sostanziose modifiche agli orari delle lezioni.
Tra i concetti cardine della riforma c’era il “meno ore, più approfondimento” che comportava, appunto, una riduzione degli orari scolastici a danno di alcune discipline tra cui la storia dell’arte.

L’insegnamento della storia dell’arte non era più contemplato in nessun indirizzo dei nuovi istituti professionali; nei nuovi istituti tecnici era presente solo al terzo, quarto e quinto anno per gli studenti del settore economico con indirizzo turistico, come parte dell’insegnamento “Arte e territorio”, che prevede 66 ore di lezione all’anno. Venivano chiuse poi le sperimentazioni con un aumento delle ore di storia dell’arte nei licei classici.

Non mancarono le critiche negative alla suddetta riforma, sia dagli studenti che dagli addetti ai lavori e cultori dell’arte in generale. Ma tutte le forme di protesta rimasero inascoltate o, si direbbe meglio, rimangano inascoltate tutt’ora dal momento che la notizia diffusa nei giorni scorsi non solo non è vera, ma non è calata neanche in un tentativo di reintroduzione della disciplina. Nulla, semplicemente nulla è avvenuto nelle aule parlamentari nei giorni scorsi a questo riguardo.