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La Turchia minaccia il web

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Turchia web

Turchia webApprovata dal Parlamento Turco una legge che ha un po’ il sapore della censura su internet.
Una legge che, di fatto, aumenterebbe il controllo da parte del Governo sui siti internet. E, infatti, la norma è stata prontamente criticata dall’opposizione che ha accusato il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan di voler limitare la libertà di espressione, la libertà di informazione e il giornalismo investigativo.

Come agisce la riforma? La legge, così come è stata approvata, permette alla Tib, Authority per le Telecomunicazioni turca, di bloccare l’accesso ad alcuni siti internet senza bisogno di ottenere alcuna autorizzazione da un tribunale.
L’agenzia, in particolare, può intervenire con questa misura se ritiene che i siti violino la privacy oppure se reputa i contenuti ospitati dal sito offensivi. Inoltre, questa nuova legge permette alla stessa agenzia di tenere traccia dei dati di navigazione degli utenti e di consegnarli eventualmente alle autorità senza neanche avvisare gli interessati.

Attualmente in Turchia, secondo una norma approvata nel 2007, già l’accesso a siti come WordPress, DailyMotion e Vimeo è bloccato. E, intanto, il premier Erdoğan ha più volte nettamente criticato il web, definendo per esempio Twitter “un cancro” e i social network “la peggior minaccia per la società”.

D’altronde, la Turchia si trova al 154° posto su 179 nella classifica mondiale sulla libertà di stampa nel 2013 di Reporters senza frontiere.

Il Presidente della Repubblica di Turchia, Abdullah Gul, pochi giorni fa ricevuto in visita al Quirinale da Giorgio Napolitano, avrà due settimane per decidere se approvare il testo della legge o rimandarlo indietro al Parlamento.