Home News Siria, profughi tra foto e realtà

Siria, profughi tra foto e realtà

696
CONDIVIDI
Bambino siriano

Bambino sirianoUna foto cattura per sempre un istante della realtà, ma a causa del suo essere inevitabilmente limitata rispetto alla grandezza anche soltanto fisica del mondo reale, spesso può succedere che la rappresentazione della realtà che un fotogramma ci offre sia quantomeno falsata. O può, altresì, accadere che una fotografia sebbene si discosti dal momento che ha cercato di immortalare, ne identifichi comunque un altro che abbia effettivamente un riscontro nel mondo reale, quello fatto di luoghi e persone in tre dimensioni più emozioni e varie.

Bando alle ciance e a discorsi generici, è quello che è accaduto con la foto che da ieri sta facendo il giro del web tra siti di giornali internazionali, associazioni e social network. La foto in questione è quella che vedete in alto a sinistra, una foto che effettivamente coglie solo una porzione di quello che sta succedendo nel luogo dove è stata scattata, ma rimane ugualmente drammatica perché rappresenta potenziali situazioni quotidiani in quella parte del mondo.

Le uniche cose sicure nel fotogramma sono che Marwan, il bambino, ha quattro anni e che ha attraversato a piedi il confine tra la Siria e la Giordania, nel deserto. Sembrerebbe, inoltre, che il bambino fosse solo. Ma questo forse non è reale.

La sua foto è stata scattata dall’operatore delle Nazioni Unite Andrew Harper, che l’ha twittata dando così poi anche la possibilità di ritwittarla alla Cnn e a tantissimi altri fino ad attirare l’attenzione dei mezzi d’informazione di tutto il mondo proprio per il dettaglio che porta a pensare che il bambino fosse solo nel deserto.

Gli account di Twitter del personale delle Nazioni Unite raccontano ogni giorno la tragedia dei civili costretti a fuggire dalla Siria per la guerra civile scoppiata ormai due anni fa, ma di solito non fanno scalpore.

Andrew Harper ha poi spiegato che Marwan si è ricongiunto alla famiglia, ma soprattutto che il bambino e i suoi parenti facevano parte di un gruppo numeroso di profughi arrivati al confine giordano e in cui alcuni erano rimasti indietro e ha infatti twittato un’altra foto con una panoramica ben più ampia della situazione.

Insomma, Marwan non era solo, né si era perso nel deserto. Marwan è soltanto uno dei 2,5 milioni di profughi siriani, che però troppo spesso non fanno notizia.