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Approvato il piano casa del governo Renzi. Ecco cosa prevede

Punto per punto, le principali misure del Piano Casa al vaglio proprio in queste ore

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Ieri, 19 maggio, la Camera ha approvato la fiducia al Governo Renzi sul “piano casa” con 324 voti a favore e 110 contrari.

Il Senato ha già approvato il provvedimento il 14 maggio, ma il voto finale sul provvedimento si terrà oggi pomeriggio.

Ecco cosa prevede il decreto, proposto dal ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi:

• lo stanziamento di 1 miliardo e 741 milioni di euro per sostenere affitti concordati, potenziare l’offerta di alloggi popolari e aumentare i fondi per l’edilizia popolare;

• lo stanziamento di 100 milioni nei prossimi due anni per il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e 226 milioni per il fondo per gli inquilini morosi incolpevoli;

• il taglio dal 15 al 10 per cento della cedolare secca per gli affitti concordati per il quadriennio 2014-2017. La cedolare secca è uno strumento pensato per incentivare l’emersione degli affitti in nero, e l’ulteriore abbassamento dovrebbe servire a spingere i proprietari di casa a usare questa formula per ragioni di convenienza;

• una stretta sulle occupazioni: “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”, dice testualmente l’articolo cinque del decreto;

• gli occupanti di case non potranno più chiedere la residenza e l’allacciamento alle forniture di acqua, gas ed energia elettrica. Inoltre chi occupa edifici residenziali pubblici sarà cancellato per cinque anni dalle liste per l’assegnazione delle case popolari.

Il “piano casa” è stato contestato dai movimenti per la casa perché l’articolo 5 del decreto prevede una stretta sulle occupazioni e nega la residenza agli occupanti.     Secondo i movimenti “l’articolo è incostituzionale, perché nega i diritti fondamentali legati alla residenza”.

“L’aspetto veramente straordinario del decreto è che sostanzialmente l’unica norma immediatamente operativa nel nostro ordinamento dal 28 marzo è quella prevista all’art. 5 che stabilisce come ‘chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge’”, hanno scritto su DinamoPress gli avvocati del Forum diritti lavoro commentando il decreto.