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Coppa Italia, è morto Ciro Esposito. Lutto cittadino a Napoli

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Ciro Esposito

Ciro EspositoE’ morto all’alba di questa mattina Ciro Esposito, il tifoso napoletano rimasto coinvolto negli scontri prima della finale di Coppa Italia lo scorso 3 maggio.
Il giovane, ricoverato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma, ha lottato per due mesi tra la vita e la morte alternando momenti di ripresa a momenti di peggioramento.
Sottoposto a un ultimo intervento chirurgico la scorsa settimana per arginare l’infezione che aveva colpito il polmone ferito, il fisico del trentenne alla fine ha ceduto.

“Nessuno può restituirci Ciro ma in nome suo chiediamo giustizia e non vendetta”, ha scritto in una nota, la famiglia di Ciro Esposito. “Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi 50 giorni hanno manifestato la loro solidarietà. Oggi non è gradita la presenza delle istituzioni che si sono nascoste in questi 50 giorni di dolore”.

La famiglia, definendo il ragazzo “un eroe civile”, ha sottolineato ancora che “quel maledetto 3 maggio” lui “è intervenuto in via Tor di Quinto a Roma per salvare i passeggeri del pullman delle famiglie dei tifosi del Napoli calcio”.
Ciro “ha sentito le urla di paura dei bambini che insieme alle loro famiglie volevano vedere una partita di calcio. Ciro è morto per salvare gli altri. Noi chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte”.

Con la morte di Ciro Esposito si aggrava la posizione di Daniele de Santis, l’uomo detenuto a Regina Coeli in quanto ritenuto colui che sparò al gruppo di supporters napoletani. Non più tentato omicidio ma omicidio volontario: questa la nuova ipotesi di reato contestata all’ex ultrà romanista.

Intanto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino. “Lo facciamo per Ciro, per i familiari, per il nostro popolo. Per dire no al binomio calcio-violenza”, ha dichiarato il primo cittadino.