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Vodafone, governi intercettano i suoi utenti?

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Sim Vodafone

Sim VodafoneSiamo sempre più ossessionati dalla questione privacy, ma ne beneficiamo sempre meno, qualche volta per scelta nostra più o meno consapevole, qualche volta per scelta degli altri, quegli altri che ci offrono servizi come la nota compagnia internazionale di telefonia, Vodafone.

L’azienda, infatti, ha rivelato che alcuni governi hanno accesso segreto alle comunicazioni dei suoi utenti in Europa e nel mondo. La dichiarazione un po’ preoccupante è stata fatta lo scorso 6 giugno, quando Vodafone ha pubblicato un documento sulla trasparenza, intitolato Law Enforcement disclosure report, che contiene dimostrazioni riguardanti le attività di sorveglianza compiute dagli stati nei confronti dei loro cittadini.

In pratica, la Vodafone afferma che in alcuni paesi del mondo esiste un sistema di sorveglianza non dichiarato e collegato direttamente ai suoi network che permette alle agenzie governative di registrare i contenuti delle conversazioni dei cittadini e di geolocalizzarle. E non sarebbe, secondo quanto dichiarato, l’unica azienda coinvolta in questo genere di attività. “Uno scenario da incubo” insomma per gli attivisti della privacy.

Secondo quanto spiega il Guardian, si tratta di un sistema di sorveglianza senza mandato nel senso proprio che i governi non hanno neppure bisogno di un mandato per metterli in pratica e in questo modo le aziende non hanno la possibilità di sapere quali clienti vengono effettivamente intercettati.

Il documento, d’altronde, non suona del tutto nuovo, ma ha piuttosto il sapore di una conferma rispetto a quanto aveva denunciato Edward Snowden, il quale aveva, appunto, portato alla luce le attività di spionaggio di massa dell’Nsa e di altre agenzie governative.

C’è di buono che la Vodafone prova a togliersi dall’impiccio. Secondo le leggi della maggior parte dei 29 paesi dove opera la Vodafone, infatti, le agenzie di intelligence dovrebbero presentare un mandato per avere accesso alle conversazioni mediatiche dei cittadini. In sei di questi paesi, però, (i cui nomi non sono stati rivelati dalla compagnia) le cose funzionano in modo opposto ovvero in un modo per cui gli operatori telefonici sono obbligati per legge a installare sistemi di accesso diretto alle comunicazioni degli utenti.

La Vodafone ha chiesto di disattivare questi sistemi di accesso diretto alle conversazioni e ha chiesto ai governi implicati di cambiare le leggi sulla privacy poiché – sostiene l’azienda “gli stati dovrebbero scoraggiare le agenzie a sorvegliare le comunicazioni dei cittadini senza un regolare mandato”.

La Vodafone ha, inoltre, pubblicato un’analisi che mostra, paese per paese, la quantità di richieste presentate da ogni governo. Il documento, sebbene incompleto perché si basa solo sui dati dei 13 paesi che rendono pubbliche le loro richieste, vede l’Italia collocarsi in una “buona” posizione con le sue 605.601 richieste, il numero più alto in assoluto.

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