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Richard Gere al Giffoni Film Festival

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Richard Gere

Richard Gere«Sono davvero felicissimo di essere qui al Giffoni Film Festival dove si realizza una cosa straordinaria. Le relazioni che si stringono qui avranno poi delle conseguenze per tutto il pianeta. Grazie per avermi invitato».

Con queste parole l’attore statunitense Richard Gere ha salutato, emozionando, i giovani giurati del Festival e il pubblico assiepato per ore vicino il Blue Carpet nell’attesa di vedere dal vivo la grande icona del cinema internazionale. Inginocchiatosi poi fino a terra con il capo chino Gere ha saluta così la stampa presente al 44° Giffoni Film Festival, prima di stringere mani e tessere le lodi del nostro Paese: “Torno qui ogni volta che posso – ha dichiarato – e stavolta sono accompagnato da mio figlio Homer, che ama tantissimo l’Italia, e dal suo amico Daniel”.

Inginocchiatosi poi fino a terra con il capo chino Gere ha saluta così la stampa presente al 44° Giffoni Film Festival, prima di stringere mani e tessere le lodi del nostro Paese: “Torno qui ogni volta che posso – ha detto – e stavolta sono accompagnato da mio figlio Homer, che ama tantissimo l’Italia, e dal suo amico Daniel”.

“Credo fermamente – ha poi aggiunto – in questo festival che si rivolge ai ragazzi, le cui azioni avranno una risonanza essenziale per il nostro pianeta. Sono una generazione acuta, brillante, motivata e qui trovano il posto perfetto per condividere esperienze, parlare con i coetanei con cui condividono una visione comune della vita. E non finisce tutto l’ultimo giorno della manifestazione, non si tratta di passare il tempo divertendosi e godendosi il momento, l’impatto di Giffoni continua nella formazione di questi giovani cittadini di un minuscolo pianeta nell’infinito universo”.

L’attore statunitense si è poi soffermato su “Time out of Mind”, il film che lo vede nei panni di un homeless e che sarà presentato a Toronto. «Spero – ha spiegato – che arrivi poi al Festival di Roma, ma ne parlerò lungamente in altre occasioni. Ci tengo però a dire che la sceneggiatura è stata scritta 25 anni fa”. Dunque, fa capire, non c’è uno stretto collegamento con la situazione attuale, ma – ha rimarcato – evidentemente negli anni le condizioni generali non sono cambiate molto».