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Siria, decapitato giornalista americano Steven Sotloff

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Come preannunciato nel video della decapitazione del giornalista americano James Foley gli jihadisti dello Stato Islamico hanno colpito ancora. Questa volta la vittima è il reporter americano Steven Sotloff rapito un anno fa. Prima della brutale uccisione il boia si rivolge alla telecamera dicendo: “Obama, sono tornato”. E ancora: “Vattene dall’Iraq”.

A dare notizia della diffusione del video – di 2 minuti e 46 secondi – è il New York Times, che cita il SITE Intelligence Group. La Casa Bianca – afferma il portavoce Josh Earnest – non è in grado di confermare la decapitazione di Sotloff.

Il reporter, però, potrebbe essere stato ucciso lo stesso giorno di James Foley. Lo affermano – secondo il New York Times – alcuni membri dell’intelligence Usa. Per la Cnn, invece, risalirebbe a qualche giorno fa. Pare infatti che il video sull’uccisione del reporter americano sia stato girato domenica e con una telecamera diversa da quella usata per James Foley.

Tra i primi a commentare la notizia c’è presidente degli Stati Uniti Barack Obama che ha dichiarato: “Non ci lasceremo intimidire. Questo genere di azioni non fanno altro che unirci e intendiamo lottare con tutti i mezzi contro questi terroristi – ha aggiunto Obama – Come era già successo con James Foley, la vita di Sotloff era in contrasto con le azioni di quelli che l’hanno ucciso. Dicono di averlo ucciso nel nome della religione, ma Steven, stando a quello che dicono i suoi amici, amava questo mondo, era lì per difendere gli oppressi. Steven è andato in Medio Oriente rischiando la sua vita per raccontare la storia di uomini e donne musulmani che chiedono giustizia e dignità”.

Al momento cresce il timore per la sorte del cittadino britannico ancora ostaggio degli jihadisti minacciato di morte nel video della decapitazione di Sotloff. Il governo di Londra esaminerà “ogni possibile opzione” per proteggerlo, ha detto, al termine della riunione d’emergenza del comitato Cobra sulla sicurezza, il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond.