Home News Curiosità Adesso parto. Sardegna, il biglietto lo paga il comune

Adesso parto. Sardegna, il biglietto lo paga il comune

1026
CONDIVIDI
Valter Piscedda, sindaco di Elmas

Valter Piscedda, sindaco di Elmas“Qui i nostri ragazzi non hanno più possibilità e allora perché non aiutarli a trovare un’alternativa altrove? Non è una vergogna cercare un lavoro fuori dalla Sardegna o fuori dall’Italia”.

Con queste parole Valter Piscedda, sindaco di Elmas, piccola ma attiva cittadina alle porte di Cagliari, spiega o giustifica il programma adottato e finanziato dal suo Comune e denominato Adesso parto.

Troppi ragazzi e anche qualche adulto ormai accrescevano le fila dei senza speranza che andavano al municipio sardo per lamentare la mancanza di lavoro e di conseguenza anche delle risorse necessarie per vivere o per pensare anche di fare la scelta di tentare la fortuna in un altro posto.

E il comune di Elmas, dopo aver ascoltato pazientemente, ha tirato fuori il coniglio da cilindro e i soldi dalle casse per finanziare la scelta di emigrare dei giovani e meno giovani cittadini.

Il programma Adesso parto è semplicemente un biglietto di solo andata a spese del comune per andare a costruirsi un presente e un futuro migliore altrove, nell’ambito comunque delle capitali europee.

Il piano è semplice. Ci sono, infatti, dei requisiti ma facilmente incarnati. Basta avere meno di 50 anni e aver vissuto ad Elmas da almeno 3. Se si verificano queste condizioni, il gioco è fatto. Si parte!

Il Comune non offre solo il biglietto di solo andata, ma pensa anche alle prime spese di soggiorno e a un corso di inglese, giusto per favorire l’integrazione.

“D’altronde – spiega il sindaco – siamo cittadini d’Europa e non possiamo pretendere che la Sardegna sia in grado di soddisfare tutte le nostre necessità. Certo, avere un lavoro sotto casa sarebbe l’ideale ma dobbiamo prendere coscienza del fatto che la situazione è molto difficile”.

Elmas, è stata frazione di Cagliari sino al 1990: il 21 maggio 1989 un referendum plebiscitario ha sancito la volontà dei Masesi di essere nuovamente Comune autonomo.