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Cultura, storie dal Sud: Alto Fest

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Nella Napoli che si impegna quotidianamente per creare delle situazioni diverse da quelle che spesso la portano ad essere oggetto negativo della cronaca, c’è tra i tanti un bel progetto che si chiama “Alto Fest”.

Alto Fest è un progetto che “promuove la cultura come fattore essenziale per la crescita del territorio e i suoi abitanti” e lo fa proprio attraverso e grazie alla collaborazione dei cittadini di diverse zone di Napoli che cooperano con le organizzazioni artistiche diffuse lungo il territorio nazionale e oltre i suoi confini.

Il progetto, nel tempo, si impegna a prendersi cura di una comunità permanente e in continua crescita che non vuole rinunciare a vivere in una condizione straordinaria – nel senso letterale del termine, oltre l’ordinario – come costitutiva del proprio agire quotidiano.

Altro Fest è fatto di persone felicemente compromesse con l’architettura umana del paesaggio a cui fanno riferimento, ovvero un paesaggio che si riconosce nella capacità di fabbricare il futuro, immaginare insieme, condividere il desiderio, per dare luogo e farsi spazio, giorno dopo giorno.

Il progetto, che ha avuto il via nel 2011, fin dalla sua nascita, ha voluto essere dimora per pratiche d’arte innovative e condivise con lo scopo di abbattere ogni muro possibile tra spettatore e scena, per seminare bellezza, far fiorire orizzonti e camminare lo stupore.

“In 4 anni abbiamo regalato alla città il nostro tempo, i nostri soldi, le nostre competenze e conoscenze” dichiarano gli organizzatori appartenenti all’associazione non profit Teatringestazione, che aggiungono: “lo abbiamo fatto non solo perché la cultura è il nostro lavoro, ma perché prima di tutto noi stessi siamo spettatori curiosi, affamati di coraggio e innovazione, e non vogliamo più sentirci isolati dai movimenti culturali internazionali, prendere treni e macinare chilometri per vedere e godere di opere che in nessun modo arriveranno qui, dove abitiamo. Abbiamo coltivato questo progetto, contenti della fatica, insieme ai tanti cittadini che ci hanno donato i loro appartamenti, negozi, giardini, spazi d’ogni sorta, che hanno accolto artisti provenienti da terre lontane, che a loro volta hanno condiviso con gli spettatori opere d’arte coraggiose e innovative, portando a Napoli la voce della cultura contemporanea internazionale”.

Tutto questo è possibile perché una città intera ha deciso di difendere il proprio diritto ad una cultura differente, sempre viva.