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Francesco Paolo Samarelli, poeta e scrittore d’altri tempi

Francesco Paolo Samarelli, l’indomito guerriero che fece della poesia un'arma di eloquente saggezza

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Francesco Paolo Samarelli ritratto da Pietro Lista

Succede a volte, più spesso di quanto si pensi, di incontrare sul nostro cammino figure che possono apparirci insolite, fuori dal coro, quasi anacronistiche. Non le comprendiamo appieno e la loro schiettezza ci confonde, ci spiazza. A volte ci intimorisce.

Si avverte disagio dalla loro sicurezza d’intenti, dal loro combattere contro i falsi moralismi. Le loro membra sono appesantite dall’età, ma i loro pensieri sono agili come caprioli, luminosi come raggi di sole che tra i rami fanno capolino e brillano.

Se si andasse oltre il preconcetto e si percepisse la profondità di questi esseri sublimi, si raccoglierebbe la loro testimonianza di onestà, purezza ed entusiasmo.

Ho avuto l’onore di vantare la stima e l’amicizia di uno di loro, al quale ieri sera, nell’aula Consiliare del Comune di Baronissi, è stata dedicata una serata, patrocinata dall’Associazione culturale “La Piazza”, il cui Presidente, Marcello Celentano è anche discendente diretto della personalità in oggetto.

Francesco Paolo Samarelli, uomo controcorrente, spirito libero ma cristallino, profondamente attento alle altrui necessità,  pronto a lottare ferocemente, anche con furore attraverso i sui scritti, contro l’abuso della dignità umana, dei diritti del singolo, del potere accentratore. La kermesse, elogio al suo dinamismo letterario, ha fornito agli astanti spunti di riflessione e di reminiscenza, grazie all’intervento del prof. Rino Mele, del prof. Luigi Gravagnuolo e del dott. Angelo Notari, amici di don Paolo e profondi conoscitori del suo intelletto. La lettura di alcune poesie e di pagine di prosa ha regalato brividi di partecipe emozione, intervallata dalla  musica del trio flautistico, diretto dal Maestro Salvatore Lombardi, che  ha conferito un’aura d’incanto con tre brani superbamente eseguiti.

Fondatore della testata locale “La Piazza”, del cui titolo si è fregiata l’Associazione per un discorso di continuità nella divulgazione e promozione della libertà espressiva, Samarelli ha amato la valle dell’Irno, con tutte le sue incoerenze. Madre accogliente la sua terra e poi figlia da coccolare e preservare, così come citato da Pasquale Maria Petrone, altro relatore presente all’evento.

Se si leggono i libri di don Paolo, potrebbe essere percepito un grande senso di malinconia e di nostalgia e si potrebbe erroneamente concludere che egli fosse una figura cupa o introversa. Invece era gioviale, entusiasta e, ottuagenario, un simpatico ribelle. Personaggio scomodo ma del quale far tesoro.

Un Signore d’altri tempi, Francesco Paolo Samarelli, nobile d’animo e d’appartenenza genealogica. Classicista, legato ai valori della vecchia Europa. Mai banale bensì ricettacolo di buoni propositi da tradurre in moniti o inviti per una sana crescita sociale.
Il Maestro Pietro Lista, ritrattista egregio, per la locandina legata alla circostanza ce lo ha restituito così come lo serbavamo caro nelle nostre menti. Con la sua coppola, con lo sguardo acuto ma anche un po’ provato da tutto quello che era passato al vaglio della sua osservazione, con la bocca spalancata pronto per la sua sonora risata.

Io ho cara la rievocazione del suo vociare affettuoso, della sua attenta sollecitudine, del suo naturale disinteresse per la materialità delle cose, della sua allegra perfidia, della sua eccelsa ironia.

Francesco Paolo Samarelli era buono come una meringa ma spiritoso al punto giusto come un tocco azzeccato di peperoncino. Un essere adorabile, all’antica. Un vero galantuomo.
Se da lassù ha sbirciato verso di noi ieri, me lo immagino a far baldoria in paradiso, beffardo e canzonatorio ma anche deliziato al pari. Una contraddizione in termini al quale tributare una sentita ovazione.